Razze GATTI nel mondo

Api, gatti, cani, cavalli, caprette, pesci, tartarughe e uccelli, ma anche roditori, anfibi, rettili e altri insetti.

Maine Coon

Messaggioda Arihanna ElGram » mercoledì 8 maggio 2013, 9:21


Classificazione FIFe e cenni storici
Paese d'origine: Stati Uniti.
Il nome deriva dallo stato di origine (il Maine) e dall'abbreviazione di "racoon", nome inglese dell'orsetto lavatore o procione, simpatico mammifero nordamericano dalla coda lunga e pelosa molto simile ai gatti di questa razza. Gli antenati di questi gatti sono arrivati probabilmente a bordo di mercantili dall'Inghilterra (esemplari di Angora o progenitori dei Persiani) o dalla Scandinavia (gatto Norvegese delle Foreste), per poi incrociarsi con gatti locali a pelo corto dando origine a questa nuova razza a pelo semi-lungo. Presenti alle mostre canine organizzate nel Nuovo Continente già nel 1895, attraversarono successivamente un periodo di oblio, soppiantati dai Persiani che erano stati introdotti dagli Inglesi. Continuarono ad essere apprezzati nello Stato del Maine, sia come animali da compagnia sia come cacciatori di topi. Nel 1951 venne fondato il Central Maine Cat Club, primo Club di razza, che iniziò ad organizzare mostre. Grazie a questo nuovo impulso il Maine ricominciò ad essere apprezzato anche in Europa, in particolare in Germania. Gli standard vennero fissati successivamente (nel 1967) e la razza venne riconosciuta ufficialmente dalle principali associazioni feline sul finire degli anni Settanta del XX secolo. Oggi è una razza molto apprezzata e allevata, anche in Italia.
Aspetto generale
I maschi adulti hanno un peso di 7 kg, ma possono raggiungere i dieci chili. Le caratteristiche peculiari della razza Maine Coon sono la coda lunga e pelosa e le orecchie adornate da vistosi ciuffi. Sono allevati solo nei colori originali, e mai - come avviene nei Siamesi - in colori ottenuti da sapenti incroci. Durante l'inverno il pelo è più lungo e ricco che in estate, ma il pelo sulla coda si mantiene sempre lungo e fluente. I cuccioli presentano sin da piccoli pelo semilungo, anche se il massimo sviluppo del pelo si raggiunge a quasi due anni. Presenta uno sviluppo lento e raggiunge la piena maturità a tre anni.
Carattere
Dal carattere allegro, affettuoso e amichevole, amano la compagnia e convivono bene anche con il cane se abituati da cuccioli. Si adattano bene alla vita in appartamento ma hanno bisogno di spazio adeguato per il gioco e il movimento. Curiosi e vivaci anche da adulti, amano arrampicarsi e muoversi e, se non si dispone di spazi esterni, necessitano di una struttura su cui sfogare la propria vivacità. Amano le coccole e non disdegnano le cure settimanali per mantenere in ordine il pelo. Miagolano solo per attirare l'attenzione del padrone.
Cura
Nonostante la lunghezza del pelo, il Maine non richiede particolari cure. E' sufficiente una spazzolatura alla settimana con spazzola di crine naturale o un pettine a denti larghi usato con delicatezza. La muta è abbondante e in questi periodi è consigliabile una maggiore cura, per evitare che l'animale, leccandosi, ingerisca troppi peli morti. Usare con delicatezza un guanto o una spazzola con denti in gomma. Le orecchie devono essere pulite solo se necessario con prodotto specifico: dopo aver applicato poche gocce e aver massaggiato delicatamente il padiglione auricolare, rimuovere il prodotto con un panno umido. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine.
Varietà di colore
I Maine Coon sono selezionati nei colori naturali e possono essere di un gran numero di colori e tipi di mantello diversi: nero, blu, rosso, crema, con macchie bianche, tigrato o sottopelo argentato. Nella selezione il colore è di secondaria importanza rispetto alla lunghezza e al tipo di pelo. I mantelli più comuni sono: tabby nero classico e tabby nero striato con macchie bianche anche molto estese. Gli occhi possono essere verdi, giallo-verdi, bronzo, impari e, raramente, blu.
Standard
Categoria: Pelo Semilungo.
Peso medio maschi: 7 kg, ma anche fino a 10 kg.
Corpo: muscoloso e lungo.
Testa: media, con zigomi alti, mento robusto in linea con il naso e il labbro superiore.
Orecchie: grandi e larghe alla base; alte sul cranio, sono piuttosto distanziate e appuntite; sono munite di ciuffi di peli che spuntano dal padiglione auricolare; i soggetti migliori hanno dei ciuffetti di peli sulla punta (ciuffi della lince).
Occhi: grandi, un po' ovali e obliqui.
Arti: robusti, di media lunghezza, con zampe grandi e con ciuffi di peli tra le dita.
Coda: lunga e pelosa; distesa arriva almeno alla base del collo.
Pelo: folto e semilungo; più sviluppato sul ventre, sui fianchi e, negli esemplari migliori, nel sottogola. Il pelo è più soffice negli esemplari portatori del gene non-agouti, del fattore silver (cioè con la base del pelo più chiara) o in quelli dal colore diluito (cioè quelli il cui colore del mantello è una variante più chiara del colore base).
Difetti: piccola taglia, aspetto esile, orecchie piccole, profilo dritto con muso rotondo o appuntito.

http://www.agraria.org/gatti/mainecoon.htm
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http://www.razzacanina.it/foto_gatti/maine%20coon.jpg

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British Shorthair

Messaggioda Arihanna ElGram » mercoledì 8 maggio 2013, 9:34


Classificazione FIFe e cenni storici
Paese d'origine: Gran Bretagna.
Alle mostre feline organizzate in Inghilterra nella prima metà del XIX secolo riscuotevano particolare successo i raffinati gatti orientali (soprattutto Angora e Siamesi), mentre non godevano il favore degli allevatori i gatti originari inglesi (animali dalle antichissime origini). Molti allevatori decisero però che tali gatti dovessero essere inclusi nella classificazione in razze, in modo da fare da contrappeso nelle mostre ai raffinati gatti esotici. Iniziarono quindi ad incrociare gatti inglesi comuni dalla costituzione compatta con Persiani. Inizialente la razza British Shorthair veniva selezionata nel colore blu, perchè era considerata più alla moda (la prima partecipazione a una mostra felina avvenne nel 1871). Anche nel resto del Continente altri allevatori incominciavano a selezionare razze specifiche partendo dai gatti comuni. Questi gatti assomigliavano molto a quelli allevati in Inghilterra, anche se erano chiamati "Europei". Si avviò allora un programma di collaborazione tra allevatori inglesi e di altri Paesi europei. Nello stesso periodo anche negli Stati scandinavi vennero avviati programmi di selezione tra gatti domesti a pelo corto, ma senza il ricorso a gatti d'Angora e quindi piuttosto diversi dagli altri Europei. Questa situazione generò non poca confusione. Finalmente nel 1982 la FIFe accettò la richiesta avanzata dagli Scandinavi di separare le due razze: tutti i gatti europei vennero classificati con il nome e gli standard del British Shorthair mentre solo i gatti scandinavi poterono fregiarsi della denominazione di "Europeo a pelo corto", con standard propri.
Il British Shorthair, grazie agli incroci con l'Angora (e oggi con il Persiano), è un gatto molto apprezzato e con un aspetto molto distintivo. Come già detto, la prima varietà selezionata è stata quella blu; oggi l'Inglese a pelo corto viene allevato in una grande varietà di colori e tipi di mantello. E' il gatto a pelo corto più diffuso in Europa.
Aspetto generale
Gli incroci con il Persiano hanno contribuito a rendere il mantello più spesso e più folto mentre la testa e tutto il corpo hanno acquisito delle rotondità che lo hanno differenziato molto dal gatto europeo. La struttura robusta, la testa grande e rotonda, gli occhi espressivi, il pelo folto e morbido, gli danno l'aspetto di un orsacchiotto.
Carattere
Tranquillo, equilibrato e socievole, passa ore e ore dormendo ma ama molto anche essere coccolato e accarezzato. Da giovani sono molto giocherelloni come tutti i gatti, mentre da adulti sono meno attivi e la loro discreto in casa è molto discreta. Si adatta bene alla convivenza con altri cani e con i cani. Grazie al carattere docile, convive facilmente con i bambini. Poichè i Persiani vengono occasionalmente incrociati con i British Shorthair, è possibile che dall'accoppiamento tra due British nascano occasionalmente gattini con pelo lungo e con colorazione particolare (British a pelo semi-lungo). E' un gatto molto adattabile, sia in campagna che in città.
Cura
Questi gatti devono essere spazzolati ogni settimana, usando una spazzola di setole. Durante la muta si deve usare una spazzola o un guanto con denti di gomma per rimuovere i peli morti ed eviare che il gatto, leccandosi, ne ingerisca troppi. Le passate non devono essere troppo energiche per non danneggiare il pelo. Le orecchie dovranno essere pulite, utilizzando un prodotto specifico, solo se veramente sporche. Le unghie possono essere spuntate con apposite forbicine. Se si vuole portare il proprio British alle mostre, è necessario fargli il bagno qualche giorno prima dell'esposizione per permettere al pelo di riassestarsi.
Varietà di colore
Il Britsh Shorthair è caratterizzato da una grande varietà di colori e tipi di mantello Il più comune e noto rimane comunque il blu.
Colori uniformi: si possono presentare in una vasta gamma (blu, bianco, nero, rosso, crema, cioccolato e lilla). Nelle colorazioni uniformi gli occhi vanno dal bronzo all'arancione dorato; nei bianchi possono essere azzurri o impari). Tutti (ad eccezione dei bianchi) devono presentare omogeneità fino alle radici, cioè ogni pelo deve essere dello stesso colore dalla radice alla punta. Se di colore uniforme, ma con pelo bianco-argento, è detto Smoke.
Multicolori: presentano aree bianche nel mantello; i più conosciuti sono il Bicolore e il Tricolore. I multicolore con prevalenza di bianco sono anche chiamati Arlecchino o Van (Arlecchino: hanno una o più macchioline sul capo, qualche puntino sul corpo e la cola colorata; Van: hanno solo la testa e la coda colorate).
Tortoiseshell o Tortie: presentano macchie di vari colori ma nessuna traccia di bianco. Sono quasi sempre femmine. Non presentano macchie ben definite, ma hanno il pelo di colori che si mischiano tra loro.
Tigrati o Tabby: quattro i tipi di mantello tigrato - maculato, striato, picchiettato e classico. In genere sono della varietà nera, rossa o blu. I disegni devono essere il più definiti possibile.
Silver o Argentati: è una varietà recente. Il sottopelo argentato è causato da un gene inibitore che impedisce la pigmentazione del pelo alla radice; il pelo nel resto della sua lunghezza presenta una normale pigmentazione che determina il colore del mantello (uniforme, multicolore, tigrato).
Colourpoint: ultima varietà selezionata, ottenuta incrociando Persiani Colourpoint; presenta le estremità di colore più intenso rispetto al corpo; sono presenti in molte varietà.
Standard
Categoria: Pelo Corto.
Corporatura: da media a grande (maschi da 5 a 6 kg, femmine da 4 a 5 kg); petto ampio, spalle possenti e schiena corta e muscolosa.
Testa: rotonda e massiccia (più larga e possente nei maschi); guance piene; collo corto e robusto; naso corto e dritto, stop poco pronunciato; mento forte e ben pronunciato.
Orecchie: piccole, larghe alla base e den distanti.
Occhi: tondi e grandi.
Arti: corti e dritti, con zampe tonde e robuste.
Coda: di lunghezza media e con punta arrotondata.
Mantello: corto, denso e vaporoso, leggermente ispido al tatto; piuttosto dritto.
Difetti: nelle varietà a colore uniforme la presenza di tracce di tigratura (meno grave nel caso di esemplari crema e rossi, perchè è quasi impossibile trovare un mantello di colore assolutamente uniforme in queste gradazioni); pelliccia eccessivamente lanosa e lunga.

http://www.agraria.org/gatti/britishshorthair.htm

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gatto norvegese delle foreste

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 4 novembre 2013, 14:46


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Andando alla ricerca dell'antenato del Gatto delle Foreste Norvegesi, è possibile imbattersi in storie più o meno fantastiche.
Le vecchie leggende popolari relative ai gatti delle foreste vengono da fonti che sostengono che i gatti di casa dei Vichinghi Norvegesi fossero gatti dei boschi. I Vichinghi prendevano con loro i propri gatti nei loro vagabondaggi nel mondo allora conosciuto ed oltre, e si crede che questa sia la spiegazione del gran numero di gatti semiselvatici a pelo semilungo trovati in Normandia e persino negli USA.
Già nell'Edda, una specie di manuale ad uso dei poeti scritto da Snorri Sturluson intorno al 1220, e nel quale sono raccolti tutti gli argomenti dei quali un bravo poeta dovrebbe parlare, si citano dei gatti, associandoli a due notissime divinità nordiche: Freya, la dea dell'amore, che vaga per il mondo cercando il suo perduto consorte Odur a bordo di un carro trainato da due gatti dal lungo pelo; e Thor, il dio del tuono, che durante i suoi vagabondaggi dovette superare una prova di forza consistente nel sollevare un grosso gatto.
In effetti i Vichinghi tenevano i gatti per la loro pregevole attività di cacciatori di topi, oltre che come gatti di casa. I cuccioli spesso venivano regalati alle coppie di sposini come dotazione essenziale per la nuova casa, e considerando appunto che i gatti erano sacri alla dea dell'amore, il cui carro, come si è detto, era trascinato da gatti, si trattava di un dono estremamente appropriato. D'altra parte, può sembrare assurda l'idea di un carro trascinato da gatti, a meno che non si realizzi che il gatto dei Vichinghi non doveva essere il Felis domesticus standard, ma appunto lo Skogkatt, il gatto dei boschi o Gatto delle Foreste Norvegesi, di grande taglia e possente ossatura.
Nel 1559 il sacerdote danese Peter Clausson Friis, che a quel tempo viveva in Norvegia ed era molto interessato alla natura, divise le linci norvegesi in tre classi: la lince-lupo, la lince-volpe e la lince-gatto. Più tardi fu chiaro che tutte le linci norvegesi appartenevano alla stessa classe. Quello che Peter Clausson Friis chiamava lince-gatto era forse il vero Gatto delle Foreste Norvegesi. È decisamente possibile, dato che anche al giorno d'oggi si riscontrano molte similitudini tra la lince e il Gatto delle Foreste Norvegesi. Le più immediate sono che entrambi sono gatti di taglia grande, dotati di zampe alte, lunga criniera e ciuffi di pelo sulle orecchie. Oltre a questo, entrambi amano l'acqua e sono molte le storie che parlano di gatti dei boschi capaci di prendere pesci nei laghi e nei ruscelli, esattamente come le linci.
Sono state queste similitudini tra la lince e il gatto dei boschi che hanno spinto più e più volte la gente ad avere un interesse non superficiale per questi gatti.
Nei villaggi c'erano molti gatti, naturalmente, ma nelle antiche leggende c'è un tipo particolare che viene citato molto spesso, ed è un grande gatto a pelo lungo. Per la sua taglie e per le caratteristiche simili a quelle della lince, i popolani pensavano che fosse un ibrido tra cane e gatto, o, più comunemente, che fosse una mezza lince.
Nelle leggende raccolte da Asbjornsen e Moe i gatti dei boschi appaiono diverse volte. Vengono chiamati "Huldrekat", parola che definisce "un gatto dei boschi dotato di una coda fittamente pelosa" e che deriva dal nome degli spiriti femminili dei boschi, Huldren, appunto. Lo scrittore norvegese Gabriel Scott nel 1912 scrisse un famoso libro per bambini intitolato "Sølvfaks", il cui personaggio principale era un gatto dei boschi dal medesimo nome.
La spiegazione biologica dell'apparizione dei gatti dei boschi è che i loro antenati erano molto probabilmente gatti a pelo corto del sud Europa che si diffusero in Norvegia così come nel resto del continente in epoca preistorica. Attraverso la selezione naturale che ha funzionato tenendo conto delle differenti e difficili condizioni climatiche della Norvegia, sono sopravvissuti solo gli individui con pelo fitto e altri adattamenti a questo ambiente rigido.
Negli anni trenta, i norvegesi interessati ai gatti cominciarono ad osservare i gatti dei boschi. D'altra parte, fino all'inizio degli anni settanta, quando si notò che i gatti dei boschi, come effetto della ruralizzazione dell'ambiente selvaggio e delle conseguenti maggiori chances di sopravvivenza dei gatti domestici a pelo corto, erano avviati verso l'estinzione, non fu avviato un serio programma di allevamento. Come si sa, gli accoppiamenti tra gatti a pelo corto e gatti a pelo lungo portano a prole a pelo corto, cosicché, in assenza di fattori come la scarsità di posti freddi che favoriscano il pelo lungo, i gatti a pelo lungo sono destinati a scomparire in tempi brevi.
Nel dicembre 1975, allevatori entusiasti fondarono il Norsk Skogkattring (Club dei Gatti delle Foreste Norvegesi), e già nel 1976 la razza fu ufficialmente accettata dalla FIFé, la più grande organizzazione interessata ai gatti in Europa.
Ci si trovava ora davanti a moltissimo lavoro per trovare gli animali adatti all'allevamento, assicurandosi che il pool genetico fosse abbastanza ampio per tenere la razza lontana dai rischi degli accoppiamenti tra consanguinei. Questo lavoro è continuato in Scandinavia fino al 1990, quando si è deciso di smettere di riconoscere nuovi animali provenienti dalle campagne, i cosiddetti novizi.
Tra i pionieri i due più ricordati sono Else Nylund, nome di allevamento "Pan", e Randi e Arild Grotterød che hanno dato grande contributo alla razza col loro allevamento "Torvmyra". La ragione per cui questi due allevamenti sono particolarmente ricordati è che vegono ancora allevati gatti sotto questi nomi, ed è a tutt'oggi praticamente impossibile trovare un gatto nel cui pedigree non ci sia da qualche parte lungo le linee di parentela un antenato che provenga da "Pan" o "Torvmyra". Altri allevatori, che per una ragione o per l'altra hanno smesso di allevare Norvegesi, ma la cui influenza può essere chiaramente notata nella razza così come ci appare oggi, hanno allevato con i nomi "Colosseum", "av Baune" e "Pjewiks Forest".
I pionieri norvegesi furono presto affiancati da allevatori danesi, come Vibeke Poulsen, ("Dovregubben") e Dortemarie Kaplers ("Guldfakse"). In questo momento nessuno di questi due allevamenti sta producendo Norvegesi. Vibeke Poulsen fu la proprietaria del primissimo Norvegese arrivato in Danimarca, il cui nome è Norwegian Wood's April Dream, chiamata col nomignolo di "Sidser". Sidser fu riconosciuta come Gatto delle Foreste Norvegesi in una esposizione in Danimarca, e morì all'età di 16 anni.
Il riconoscimento di Sidser diede inizio a tutto. Parecchi gatti furono importati in un breve lasso di tempo. I più conosciuti ancora oggi sono tre maschi, piuttosto anzianotti. Il più vecchio, nato nel 1980, fu IC Røde Peer. Dopo di lui arrivò il GIC & EP Torvmyra's Grand Soltario. Il più amato dei tre fu EC Colosseum's Gustav Graah, Merito Distinto, nato nel maggio 1981. Questi tre stalloni non sono ovviamente più attivi da molto tempo, e solo Torvmyra's Grand Soltario è ancora vivo, ma tutti loro hanno grandemente contribuito allo sviluppo della razza in Danimarca e alla sua diffusione in Europa.

http://www.gattinorvegesi.it/xoops/modules/storia/
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Gatto egeo

Messaggioda Arihanna ElGram » mercoledì 19 febbraio 2014, 12:24


E' conosciuta una sola razza di gatto domestico proveniente dalla Grecia, è il Gatto Egeo (Aegean Cat), nativo delle Isole Cicladi.

Lo sviluppo di questa razza è cominciata nei primi anni novanta da allevatori greci, ma questa varietà deve ancora essere riconosciuta dai maggiori allevatori internazionali.

Sono gatti di dimensioni e statura media, con un corpo lungo e magro, agile nel prendere qualsiasi preda; infatti, nelle zone rurali in tutta la Grecia, questi gatti sono tuttora usati per sbarazzarsi di parassiti che possono infestare i terreni agricoli.

EGEOSono felini con una lunga coda e zampe morbide arrotondate, con artigli taglienti sporgenti quando si sentono minacciati, le orecchie sono larghe alla base e abbastanza alte, con un udito finissimo che usano quando sono fuori a caccia.

Vengono definiti felini impertinenti perché usano la loro intelligenza per ottenere ciò che vogliono, noti anche per la loro indipendenza, si legano ad un solo individuo piuttosto che a un'intera famiglia.

E' un gatto dalla forte personalità, è astuto e obbediente, questo felino ama i pesci e non è raro vederlo con i pescatori delle isole greche attendere il loro arrivo dopo le battute di pesca, dove si ciba di pesci che residuano sulla spiaggia e che hanno poco o nessun valore commerciale.

Il mantello può essere bicolore o tricolore, uno dei colori è sempre il bianco, senza segni di ingiallimento e occupa buona parte del corpo; altri colori possono essere nero, rosso, blu, crema, con o senza tigrature.

Il gatto Egeo è un felino noto per essere sano e robusto e con uno stile di vita sano può vivere fino a 18-20 anni.

http://www.crsoresina.it/veterinario/gatti/EGEO.html

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http://www.crsoresina.it/veterinario/foto/EGEO_2.jpg
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Re: Razze GATTI nel mondo

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 17 settembre 2014, 20:32


Certosino: eleganza e indipendenza

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Razza: Certosino
Origine: Francia, prima del XVII secolo
Ascendenza: comuni gatti di casa
Altri nomi: Chartreux
Peso: 3 – 5 kg la femmina, 4 – 8 kg il maschio
Ibridazioni: nessuna
Temperamento: tranquillo, socievole, vigile

La figura di questo solido gattone, con i suoi occhi grandi, vivaci e brillanti, di un caldo colore giallo topazio, è ben presente nell’immaginario collettivo. Ma non tutti sanno che il comune gatto grigio non va mai confuso con il Certosino, che appartiene invece a una razza molto antica, rara e pregiata.

Elegante, intelligente, fiero, indipendente, sobrio e discreto, questo magnifico felino è il gatto nazionale dei Francesi. Tanto raffinato è l’abito che ‘indossa’, quanto simpatica l’espressione del muso, che ha sempre il sorriso sulle labbra: merito delle guance tonde e molto pronunciate.

Impegno e socialità del Certosino
Forte e robusto, frutto di una severa selezione naturale e, proprio per questo, capace di adattarsi a qualsiasi situazione, il Certosino apprezza molto gli agi della vita casalinga me ama anche uscire all’aperto. Detesta però il chiasso e la confusione. Il suo padrone ideale è una persona calma e poco rumorosa, come lui, che miagola con grazia, senza mai alzare la voce, comunicando il suo affetto in modo dolce e discreto.

L’indole tranquilla e socievole ne fa un perfetto animale da compagnia, calmo, equilibrato e rassicurante, mai invadente o appiccicoso, sempre molto disponibile con chi è capace di rispettare poche, semplici regole: non prenderlo in braccio, manipolarlo o strapazzarlo inutilmente.

Ama la compagnia, ma non teme la solitudine e preferisce generalmente pigre coccole a giochi sfrenati. Fiero, equilibrato e sicuro di sé, è un gatto sensibile e affettuoso con tutti i membri della famiglia, ma tiene molto anche alla sua indipendenza.

I cuccioli sono generalmente piuttosto precoci, avventurosi, curiosissimi e indipendenti. A tre/quattro settimane cercano già di mangiare da soli, assaggiando il cibo della mamma e accettando con la massima disinvoltura gli alimenti indicati dal veterinario per il loro svezzamento. Anche da adulti saranno del resto ‘buone forchette’, con una certa tendenza al sovrappeso. Alla nascita, i gattini possono presentare tigrature evidenti su fianchi, zampe e coda, destinate comunque a scomparire nel giro di pochi mesi. Quelli con il pelo più lanoso, spesso e denso, avranno da grandi uno splendido mantello.

Cure mediche del Certosino
Appartenendo a una razza rustica e naturale, è forte e robusto; sopporta bene anche il freddo e non ha bisogno di cure particolari.

Pelo del Certosino
Le caratteristiche peculiari del Certosino sono il mantello di tonalità grigio-azzurra più o meno chiara, con riflessi blu particolarmente evidenti alla luce del sole, denso e leggermente lanoso per via del folto sottopelo.
La sua pelliccia fitta e corta non richiede grandi attenzioni; va spazzolata più spesso nel periodo della muta, particolarmente abbondante.
Di Giulia Settimo (riproduzione vietata)
Foto iStockphoto
http://www.qzlife.it/gatti/razze-gatti/ ... ipendenza/
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