Inchiesta: comprare follower su Instagram funziona?

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Inchiesta: comprare follower su Instagram funziona?

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 24 ottobre 2018, 20:16


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Inchiesta: comprare follower su Instagram funziona?
La nostra prova per paragonare il metodo più rapido di aumentare seguaci con quello manuale e quello automatizzato. Qual è il migliore su cui puntare?

Quanto ha senso comprare follower Instagram e quanto ha invece ancora senso andare a utilizzare metodi spesso empirici e manuali, per crescere in modo più graduale e sincero? Il numero di seguaci sul social network in questo momento più in crescita di tutti è per molti utenti una fissazione se non addirittura un’ossessione, quando al contrario spesso non è il vero parametro per misurare la popolarità.

Esistono innumerevoli offerte per comprare followers su Instagram e con pochi euro si possono ricevere vagonate di seguaci, ma il servizio è quasi un’operazione cosmetica ed è facilmente smascherabile. Sorprendentemente, a dispetto delle promesse, è anche effimera. La seconda soluzione è quella dei metodi manuali, ma c’è una terza via che si muove al limite del regolamento e che risulta molto più interessante, quella con i bot, sistemi automatici.
I servizi per comprare followers su Instagram funzionano?

Abbiamo preso i primi tre risultati su Google cercando “Comprare followers su Instagram” come potrebbe fare un’utente tradizionale.

Sono stati proposti tre portali (Buzzoid, InstaBoostGram, BuzzDayz) che offrono simili condizioni e prezzi. Ma ce ne sarebbero stati a manciate di altri. Abbiamo impostato come budget massimo 6,5 euro e sui primi due abbiamo raccattato 500 follower (6,99 dollari – 6,10 euro e 6,25 dollari – 5,45 euro) e sul terzo 1000 follower (6 dollari – 5,25 euro) distribuendoli su utenze create ad hoc per poi monitorarle per un mese e mezzo circa attraverso appositi programmi per controllare i movimenti nella lista dei followers.

Il pagamento è avvenuto via PayPal, non vengono richiesti naturalmente né nomi utenti né password (diffidare se avviene il contrario) dunque nella teoria si possono anche regalare a chi si vuole. Ecco come è andata:

Buzzoid: dei cinquecento follower ne sono arrivati circa la metà tutti in una volta e un altro centinaio dopo qualche ora. Oltre a mancarne oltre centocinquanta, un buon 20% dei precedenti ha effettuato unfollow nel giro di poche ore. Contattata l’assistenza per chiedere lumi, non si è mai ricevuta risposta. Nessuno dei seguaci ottenuti ha dato segno di attività ulteriore (like o commenti) sulle foto successivamente caricate. L’attività su questa utenza è cresciuta come potrebbe crescere una normale utenza amatoriale dunque con un numero di interazioni in proporzione ai seguaci reali, eliminando quelli gonfiati in modo fasullo.

InstaBoostGram: dei cinquecento follower, tutti sono arrivati in tre tranches. Solo una minima parte degli stessi ha effettuato unfollow (circa il 5%) nelle settimane successive. Come per il primo caso, non ci sono stati reali benefici in termini di interazioni.

BuzzDayz: i mille follower sono giunti in tre tranches a partire dal giorno successivo all’acquisto. C’è stato un poderoso numero di unfollow dopo un giorno. Ma gradualmente alcuni sono tornati, lasciandone fuori anche qui il 5% circa. Idem come sopra per le interazioni.

A corollario, ci sono anche servizi per comprare like che funzionano allo stesso modo. Abbiamo provato Stormlikes che con 2,49 dollari / 2,17 euro ti da 250 likes. Vengono erogati subito, ma nessuna delle utenze dimostra comportamenti umani e non ci sono guadagni nei giorni successivi. Anche questo tool si limita a eseguire ciò che offre, niente altre promesse, ma niente guadagni reali.

Conclusioni: come da aspettative, i servizi per comprare follower funzionano abbastanza bene (a parte il primo caso) perché eseguono ciò che promettono ossia gonfiano il numero di seguaci. E li si fermano perché sono utenze non umane, quanto create appositamente per andare a riversarsi nel computo totale di chi ci segue.

I metodi fai da te, con un po’ di galanteria

Se si ha tempo da spendere, ma nessun euro come budget, ci si possono togliere buone soddisfazioni. I metodi sono quelli più che noti. La maggior parte degli utenti utilizza la strategia like-follow-unfollow. Ossia, va nella pagina di ricerca (lente di ingrandimento) che raggruppa utenti, foto e video coerenti con quel che ci piace e con i nostri follower. Successivamente apre i contenuti, mette like e segue l’utente. A mitraglia. Volendo, mette anche commenti. Oppure, sfrutta uno dei tanti hashtag per questo scopo che promettono un follow in cambio di un like o di un follow stesso. A fine giornata – o comunque dopo pochi giorni – l’utente va a effettuare unfollow di massa.

Lo fanno in tanti, in modo sistematico, ma la procedura può essere un po’ affinata per avere risultati più duraturi e eleganti. Già, perché la galanteria online è spesso dimenticata (riflesso della vita reale). Dunque, questo metodo si può prendere come base, ma per costruire un pubblico di follower coi quali avere un’interazione costante e proficua è meglio cercare profili che realmente possano essere compatibili.

Per questo motivo, consigliamo di cercare per hashtag così da diffondere cuori e following in modo naturale. Quando e se verremo seguiti di riflesso, è buona cosa non fare unfollow e al contrario coltivare le amicizie reciproche con like e, magari, anche commenti.

I bot e le applicazioni

Volendo, c’è una terza via che è anche la più fruttuosa nell’immediato come sul lungo periodo. Stiamo parlando dei bot, applicazioni che automatizzano i metodi descritti qui sopra attraverso un programma che prende il possesso della nostra utenza per apporre like, seguire persone, commentare e, volendo, anche effettuare unfollow. Va da sé che si dovrà fare accesso alla propria utenza tramite l’app, che crittograferà i dati sensibili. Poiché ci sono precedenti poco confortanti, è meglio scegliere quelli consigliati.

L’app che abbiamo, per esempio, testato si chiama Follower Assistent e si può scaricare sia su Android sia su iOS, ma non si trova sui rispettivi store ufficiali quanto dal proprio sito ufficiale. Propone diverse modalità di abbonamento, quello più consigliabile è quello totale da circa 8 euro al mese. Ecco che cosa ci puoi fare.

Monitoraggio completo dei seguaci e di chi seguiamo dunque chi ha effettuato unfollow, chi seguiamo ma non ci segue, chi ci segue ma non seguiamo e chi seguiamo e ci segue. Si può indicare una white list di contatti che l’app non dovrà toccare (vedi sotto).

Accesso agli automatismi. Il primo è quello che mette like a foto che rispettano le scelte di parametri di ricerca come parole, luoghi, persone o, meglio, hashtag. Si imposta un intervallo di tempo e un numero di azioni da portare a termine nello stesso (per esempio 2 like ogni 3-6 minuti). Al contempo si può anche seguire l’utente che ha pubblicato la foto.

Il secondo segue la persona che pubblica contenuti scelti tra parole, luoghi, persone o hashtag. Il terzo è il dispensatore di like su tutta la propria timeline (molto importante per farsi vedere interessati e non essere “unfollowati”). Il quarto è l’unfollow automatico con un intervallo d’azione a scelta. Il quinto è l’auto commento alle foto che rispettano i termini di ricerca scelti.

Consigliamo di usare i primi tre. Meglio non esagerare con gli hashtag e che siano i più vicini possibili alle foto che inseriamo (#travel, per esempio, se pubblichiamo frequenti foto di viaggio). L’auto-commento è poco utile perché smaschera subito l’azione di un bot, per esempio scrivendo “Nice photo” sotto a un video o comunque pubblicando contenuti senza qualità, che sono addirittura controproducenti. La funzione di unfollow automatico a volte fa cilecca, andando a cancellare anche amici della white list. Ogni tot di giorni si può, volendo, andare nello strumento di monitoraggio sulla pagina di chi seguiamo ma non ci segue e, volendo, cliccare su unfollow per smettere di seguire se non siamo interessati.

In generale funziona? Sì e crea molta interazione se si compilano bene i campi di ricerca, perché automatizza un comportamento umano basato su interesse reale a proposito di argomenti, luoghi o persone. In un mese e mezzo di test, con una foto ogni due o tre giorni, i follower della nostra utenza di test sono saliti di circa 1300 con una media di 80-90 like e 2-3 commenti dai seguaci raggranellati dal sistema.

Insomma, gente vera e interazioni vere. Serve però più tempo di attesa e la crescita non è esponenziale, seppur graduale e costante ogni giorno e a ogni pubblicazione. Con un impegno più intenso come due foto al giorno, più commenti (manuali) e hashtag di riferimento ben calibrati sulle ultime attività (per esempio auto-follow di persone che pubblicano foto della città che stiamo visitando in quel weekend), si è arrivati anche a picchi di 40 following al giorno e 200 like.

A ogni modo, spesso il numero di follower su Instagram è sterile e fine a se stesso, perché non determina affatto la popolarità. Per farlo basta utilizzare servizi online gratuiti come questo oppure considerare che un’utenza “sana” e ben funzionante ha un rapporto dell’1,5-3% tra followers e interazioni. Provate con vostri contatti con numeri importanti di followers: se ne hanno anche 20000 ma i like sono 70 e i commenti magari un paio (quando va bene), è limpido che qualcosa di strano ci sia. Stesso dicasi se i numeri sono spaventosamente alti e le persone in questione non sono certo celebrità.

https://www.wired.it/internet/social-ne ... aign=daily
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