Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Il codice etico della Gilda, la storia, i simboli, l’almanacco, l’organizzazione interna, etc.

Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 6 gennaio 2016, 20:04


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Me lo riprometto da troppo tempo. E' ora di rompere ogni indugio e provare ad applicare con convinzione e costanza i pratici e "occidentalizzati" consigli "psicoterapeutici" suggeriti da questo bel testo di Giacobbe.
Come già feci con la sua opera precedente ("Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita"), mano a mano che seguirò il percorso di riflessione attiva suggerito, segnerò in questa discussione note e riflessioni... utili a me e magari anche a qualcun altro che si rende conto che la vita scivola tra le dita come sabbia tra una mangiata, una bevuta, una discussione e una rata del mutuo casa senza possibilità di poter modificare l'evolversi degli eventi globali se non utopisticamente, a costo di sacrifici immensi e comunque per un periodo limitato. Forse il Buddhismo/Zen/Chan che da tanti anni mi attrae, inteso come filosofia e psicoterapia, è la soluzione.


Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane
Manuale (serio) di autorealizzazione
Giulio Cesare Giacobbe


IL LIBRO
Questo manuale espone in modo chiaro e semplice l’insegnamento originale del Buddha, che permette di vivere con serenità e allegria, con gioia e amore, la propria vita. Scopo ultimo dell’insegnamento di Siddhartha Gautama Sakyamuni detto il Buddha (l’Illuminato) è infatti lo stato di buddhità: uno stato costante di serenità, indipendente dagli accadimenti esterni. Chiunque può realizzarlo, senza essere buddhista né fare pellegrinaggi in Oriente. Si tratta solo di percorrere il giusto sentiero, seguire un metodo. Il Buddha lo ha esposto nel suo insegnamento ed è stato riportato dalla tradizione, ma in modo complicato. Questo manuale lo ha fatto diventare semplice e chiaro, applicabile da chiunque. Cioè un metodo scientifico. Applicandosi agli esercizi esposti in questo manuale si può raggiungere la serenità. E in cinque settimane.

UN BRANO
"Cos'è un buddha?
Un buddha non è un dio, un santo, un superuomo o un essere sovrumano.
È uno di noi.
Uno qualunque.
È semplicemente uno che ha eliminato la sofferenza.
Attenzione: non dal mondo, ma da dentro di sé.
Non soffre più.
Non s'adira.
Non odia.
Non prova gelosia, invidia, rancore.
E neppure tristezza, ansia, angoscia.
E neppure bramosia, avidità, egoismo.
Ma cosa vuol dire: che è un apatico, indifferente, senza sentimenti?
Nossignori.
I sentimenti ce li ha.
Tutti.
Ma non li esaspera.
Non li fa crescere.
Non se ne fa schiavo...
La sua mente è sempre serena, calma.
Il suo corpo è sempre rilassato.
Non ha più stress, tensione.
Vive di gioia, di allegria, d'armonia, d'amore.
E infonde intorno a sé gioia, armonia, amore, allegria, buonumore.
Perché ha conquistato la serenità."

L'AUTORE
Giulio Cesare Giacobbe

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Re: Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Messaggioda Bron ElGram » sabato 9 gennaio 2016, 17:46


Tu viandante dell’universo, che attraversi la vita come una meteora, non rendere vana la tua caduta nel vuoto, non giungere nulla nel nulla, ma dai senso alla tua effimera presenza in questa effimera realtà coltivando la più sublime delle realizzazioni e la meta più alta della Coscienza che rende grande la Materia: l’amore attraverso il non attaccamento.
Un buddha è dentro di te: fallo crescere fino a divenire un'altra sua incarnazione. Nell’eterno fluire dal nulla al nulla fa’ che fra un nulla e l’altro la Coscienza e l’Amore prendano il loro posto nell’evoluzione di questo universo.
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Re: Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Messaggioda Bron ElGram » sabato 9 gennaio 2016, 18:02


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Introduzione
Questo manuale non tratta della religione buddhista. Esso ripropone un metodo psicologico insegnato originalmente dal Buddha. Tale insegnamento ebbe come unico interesse e obiettivo la liberazione dalla sofferenza.
Ma cosa produce la sofferenza? Una visione errata della realtà.
Il Buddha ha proposto in alternativa una visione della realtà e un comportamento capaci di darci serenità, pace, allegria, gioia, amore. In altri termini, benessere e felicità.
La sua efficacia è provata dall'enorme diffusione del buddhismo in tutto il mondo. La forma che esso ha assunto è quella di una religione, ma il suo obiettivo è psicologico: un metodo per l'eliminazione della sofferenza psichica e l'instaurazione di uno stato costante di serenità. La tradizione lo ha trasformato in una teoria (E.G. Conze conta 14 filosofie buddhiste nel mondo, tutte in contrasto tra loro). Esso invece è una pratica.
Il mio insegnamento non è una teoria né una filosofia, ma il frutto dell'esperienza. Tutto ciò che dico viene dalla mia esperienza e lo puoi verificare anche tu attraverso la tua esperienza. Le parole non descrivono la realtà: solo l'esperienza ci rivela il suo vero volto.
La pratica proposta dal Buddha consiste nel realizzare cinque poteri che ognuno di noi possiede già ma semplicemente non usa. Essi sono: il controllo della mente, la presenza nella realtà, la consapevolezza del cambiamento, il non attaccamento, l'amore universale.
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Re: Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Messaggioda Bron ElGram » sabato 9 gennaio 2016, 18:22


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Capitolo 1
Cos'é un buddha?
Un buddha non è un dio, un santo, un superuomo o un essere sovraumano. E' uno di noi. Uno qualunque. E' semplicemente uno che ha eliminato la sofferenza non dal mondo, ma da dentro di sé. Non soffre più. Non si adira più. Non odia. Non prova gelosia, invidia, rancore. E neppure tristezza, ansia, angoscia. E neppure bramosia, avidità, egoismo.
Ma cosa vuol dire: che è un apatico, indifferente, senza sentimenti? No. I sentimenti ce li ha. Tutti. Ma non li esaspera, non li fa crescere, non se ne fa schiavo, non li alimenta. Parlo di quelli negativi. Alimenta solo quelli positivi, che sono: serenità, pace, allegria, gioia, armonia, amore. La sua mentre e sempre serena, calma. Il suo corpo è sempre rilassato. Non ha più stress, tensione. Vive di gioia, allegria, armonia, amore e infonde intorno a sé gioia,armonia, amore, allegria e buonumore. Perché ha conquistato la serenità.

Un buddha è colui che ha conquistato la serenità e la mantiene in qualunque situazione.
Ogni essere umano ha natura di buddha.
La nostra serenità non dipende dalle situazioni ma dalla nostra reazione a esse.


Un stessa situazione produce reazioni diverse in persone diverse. E nella stessa persona, la medesima situazione, porta a reazioni diverse nei diversi periodi della sua vita. La reazione alle situazioni è condizionata dalla nostra esperienza, ossia dal nostro passato. Questo condizionamento, nella cultura orientale, è stato indicato come Legge del karma. Karma significa azione. La legge mostra come ogni nostra azione è condizionata dalla nostra esperienza. Quindi il presente è condizionato dal passato. Ma comporta anche che il futuro è condizionato dal presente. Quindi il futuro non sarà più condizionato in senso negativo se con consapevolezza e volontà trasformeremo le reazioni positive agli eventi un comportamento spontaneo. E così che si diventa un buddha.

Poni il tuo progetto di buddhità al centro della tua vita. Essere un buddha non significa non avere affetti e relazioni, non intraprendere progetti di vita, impegni politici, sociali, professionali. Significa soltanto mantenersi sereno in ogni circostanza e amare gli altri.
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Re: Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane

Messaggioda Bron ElGram » sabato 9 gennaio 2016, 19:54


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Capitolo 2
Chi era il Buddha
Siddhartha Gautama Sakyamuni detto "il Buddha" (il risvegliato) è un personaggio storico.
Nasce nel 563 a.C. a Kapilavatthu, capitale del Regno dei Sakya di cui suo padre era il sovrano e dal quale prese il terzo nome, in una regione himalayana prossima all'attuale Nepal. La madre che gli diede il nome Siddhartha morì otto giorni dopo il parto e fu allevato dalla sorella di lei, Gotami, dalla quale prese il secondo nome.
Il padre per evitare l'avverarsi di una profezia lo fece crescere nella reggia senza alcun contatto con l'esterno. A vent'anni gli organizzo un matrimonio dal quale nacque un figlio: a seguito della scoperta delle sofferenze del mondo lasciò a ventidue anni famiglia, reggia, carica e partì alla ricerca della via per la liberazione dal dolore. Per cinque anni vagò nel regno alla ricerca di maestri Yogi e provò varie forme di ascesi e trance anche estrema senza trovare risposte. Si dedicò quindi all'osservazione di sè e comprese che il mondo è in continua trasformazione, che tutte le cose sono in interrelazione reciproca. (Nota: il panta rei teorizzato da Eraclito e il principio fisico dell'effetto butterfly). Vide che gli esseri viventi soffrono perchè non comprendono che partecipano della stessa natura di tutti gli esseri: l'ignoranza dà origine a un'infinità di pene, confusione, difficoltà. Avidità, ira, arroganza, dubbio, gelosia e paura affondano le radici nell'ignoranza. Imparando a calmare la mente per vedere più a fondo la vera natura delle cose, giunse alla comprensione globale che dissolve ogni ansia e ogni dolore, sostituendoli con accettazione e amore.
Vide che comprensione e amore sono un'unica cosa: senza comprensione non vi può essere amore, senza amore non vi può essere giusta azione. Vide che per sviluppare la chiara comprensione è necessario vivere in presenza mentale, in diretto contatto con la vita presente, vedendo con consapevolezza che cosa avviene realmente dentro e fuori di noi. La consapevolezza e la presenza mentale conducono alla liberazione definitiva dalla sofferenza. Trovò la grande via. Non una via intellettuale ma di esperienza, non una via teorica ma pratica. Aveva ventisette anni.
Dedico poi la vita a diffondere le sue scoperte, convertì migliaia di persone fondando comunità "Sangha" di monaci "Bhikkhu", alle quali espose in una serie di sermoni "Sutta" la sua disciplina "Dharma". La zia fondò un sangha femminile.
A settantadue anni, nel 491 a.C. dopo un scisma per opera del discepolo Devadatta, due attentati e una grave malattia, annunciò tre mesi prima la sua morte che avvenne come previsto nella foresta vicino al suo luogo natale. Fu cremato. Le sue ceneri furono divise in otto parti che furono poste in altrettanti monumenti funebri "stupa" nei vari regni dove operò.
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