Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

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Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

Messaggioda Bron ElGram » domenica 26 aprile 2015, 12:16


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Non la finirò mai di ripetere la mia convinzione che il ciclo della vita di ogni essere che compone l'universo, così come lo conosciamo, si sviluppi sulle volute di una spirale (1)...

A riprova di ciò posso osservare la mia situazione esistenziale corrente che, seppur a un livello differente di consapevolezza, esperienza, patrimonio, ruolo e titoli, ricalca perfettamente quanto ho vissuto nel 1995, quando decisi definitivamente di troncare ogni rapporto con la mia valle natia e iniziai la mia esperienza da ramingo esploratore errante.
Così come allora dovetti riorganizzare abitazione, lavoro, passioni, dieta, attività fisica, rapporti sociali e studi per far fronte alla nuova dimensione esistenziale, così avviene oggi. E così come allora, in particolar modo Aldo, Filippo e Maddalena, mi spalancarono le porte del mondo orientale invitandomi ad approfondire taoismo, buddhismo zen e new age... è avvenuto la scorsa settimana che il nuovo collega Paolo mi ha messo nelle mani questo "libruncolo"... testo che ho concluso di leggere ieri sera e che, seppur non brilli particolarmente secondo i parametri standard della letteratura contemporanea, emana una certa luce particolare che ha risvegliato in me pensieri già elaborati vent'anni fa, ma poi sopiti per non distogliermi dal raggiungimento di certi obiettivi di cultura occidentale social-capitalistica a loro molto distanti.

Probabilmente la scintilla è scoccata semplicemente perchè il tempo è propizio (ricordate Benigni? "Quando l'acqua bolle devi buttare la pasta!") e, se voglio iniziare a godermi i frutti dei tanti sacrifici fatti, l'imperativo è soprattutto "pulirsi la mente dalle tante pippe mentali, altrimenti dette "seghe" o nevrosi, cui ci condanna la nostra cultura" ma, nello specifico, è scoccata leggendo il parallelismo tra la cultura napoletana, sviluppatasi all'ombra di un vulcano che potrebbe eruttare in qualsiasi momento, e quella orientale delle popolazioni innumerevoli, della povertà agricola, delle caste sociali e della natura spesso matrigna (vedi terremoto di ieri in Nepal) che già nel VI secolo a.C. aveva elaborato uno strumento completo per convivere positivamente e costruttivamente con le nevrosi.

Ho deciso pertanto che riprenderò gli studi in questa direzione: finalmente, non dovendomi più necessariamente confrontare con i "dottori" delle nostre "istituzioni" (dovendo sostenere esami obbligatori) spesso lontani se non avversi a certe impostazioni mentali, potrò lasciare un po' le briglie al mio pensiero e dirigermi dove l'intuizione mi suggerisce...

Consiglio a tutti la lettura di questo testo: io nei prossimi giorni elaborerò un riassunto schematico e mi procurerò piano piano:
- R. Ornstein e R. Thompson, Il cervello e le sue meraviglie, Rizzoli, MI, 1987;
- C.G. Giacobbe, La psicologia dello yoga, ECIG, GE, 1994;
- T. Nhat Hanh, Vita di Siddartha il Buddha, Astrolabio, Roma, 1992;
- J. Krishnamurti, La sola rivoluzione, Astrolabio, Roma, 1973;
- C.G. Giacobbe, Il prezioso dono di Siddartha, Le Stelle, SV, 2001;
- R. Assagioli, Principi e metodi della psicosintesi terapeutica, Astrolabio, Roma, 1973;
- C.G. Giacobbe, Come diventare Buddha in cinque settimane, Ponte alle grazie, MI, 2010
- Fromm-Suzuki-De Martino, Psicoanalisi e Buddhismo Zen, Ubaldini, Roma, 1968


(1) Spirali logaritmiche in natura
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Spaccato di una conchiglia di un Nautilus con le cavità disposte approssimativamente secondo una spirale logaritmica.
I falchi si avvicinano alla loro preda secondo una spirale logaritmica: il loro angolo di vista migliore forma un certo angolo con la loro direzione di volo, e questo angolo è l'inclinazione della spirale.
Si possono osservare spirali logaritmiche nella disposizione delle foglie di alcune piante, definita come fillotassi. Un esempio sono l'ordinamento delle scaglie dell'ananas o la disposizione delle foglie dell'Aloe.
La Galassia Vortice è una tipica galassia spirale: I bracci delle galassie sono approssimativamente spirali logaritmiche. Si pensa che la nostra stessa galassia, la Via Lattea, abbia quattro bracci spirali principali, ciascuno dei quali è una spirale logaritmica con inclinazione di circa 12 gradi.
I bracci dei cicloni tropicali, come gli uragani, formano spirali logaritmiche.
In biologia, strutture approssimativamente simili alla spirale logaritmica si trovano facilmente, e nelle conchiglie di molti molluschi. Le ragnatele seguono invece una struttura a spirale archimedea. La ragione è questa: si parte da una figura geometrica bidimensionale e di forma irregolare F0. Si espande F0 di un certo fattore per ottenere F1, e si pone F1 vicino a F0, in modo che due lati coincidano. Ora si espande F1 dello stesso fattore per ottenere F2, e si pone accanto a F1 come prima. Ripetendo questi passi si ottiene un'approssimazione della spirale logaritmica la cui inclinazione è determinata dal fattore di espansione e dall'angolo che formano le figure una accanto all'altra. La coda di alcuni animali, come il camaleonte e l'ippocampo, segue l'andamento della spirale logaritmica.
Gli insetti si avvicinano a una sorgente di luce seguendo una spirale logaritmica perché sono abituati ad avere la sorgente di luce a un angolo costante rispetto al loro percorso di volo. In genere il sole è l'unica sorgente di luce e volando in questo modo si ottiene un percorso praticamente rettilineo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Spirale_logaritmica
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Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

Messaggioda Bron ElGram » sabato 18 luglio 2015, 21:16


Come vi avevo anticipato, ho lavorato sodo nell'ultimo mese per sintetizzare le 130 pagine del libro in 20 paginette formato A4 Arial 10...
Da oggi -a piccole dosi quotidiane- pubblicherò delle "pillole" così da condividerle con tutti coloro che stanno percorrendo un percorso esistenziale con tempi e ritmi compatibili al mio, nella speranza di essere d'aiuto e trarne magari confronto costruttivo.
Lo scopo finale è quello di memorizzare, comprendere a fondo e poi riuscire a mettere in pratica questi utili insegnamenti per migliorare la qualità della quotidianità. Sistemato casa, lavoro, titoli, mezzi, fisico, risparmi e relazioni sociali varie... è ora tempo (forse tardi, ma tant'è... e poi "meglio tardi che mai!" :D ) di dedicarmi alla cura della mia psiche approfondendo tematiche che ho lasciato in sospeso per troppi anni, così da cercare di godermi appieno i frutti dei tanti sacrifici fatti, mentre preparo il mio primo libro e consolido le basi per la realizzazione del Progetto "Eremo".


Giulio Cesare Giacobbe
Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita
Edizioni Ponte alle grazie


Dietro a questo titolo provocatorio si nasconde un manuale prèt-à-porter che qualunque nevrotico, o aspirante tale, dovrebbe tenere in tasca e non abbandonare mai, specie nei momenti peggiori. Esso utilizza tecniche yoga, buddhiste e zen, praticate da secoli dagli orientali (evidentemente anche loro nevrotici) ma esportabili anche a noi poveri uomini e donne dell'occidente. La nevrosi - in particolare la sua forma più diffusa, la nevrosi ansioso-depressiva di cui soffre oggi la maggior parte della gente - ci sommerge di ansie e paure che ci impediscono di gioire della vita e dei rapporti con gli altri. Eliminando il pensiero nevrotico (le seghe mentali), e ritornando a quella realtà da cui esso ci allontana (e questo libro espone le tecniche che ci permettono di farlo), noi impariamo a godere della vita e delle cose che ci stanno intorno e che ormai non vediamo quasi più. Il primo passo per avvicinarsi alla realtà e piantarla con la paranoia nevrotica è ridere, e questa è la ragione del linguaggio umoristico e provocatorio con cui l'autore illustra le sue teorie.
Un grande piccolo libro che si aggiunge al secolare fiume della saggezza che da tutte le culture del mondo scorre verso la felicità ma nel quale nessuno di noi trova mai il tempo (e il coraggio) di bagnarsi.

Giulio Cesare Giacobbe
si è laureato in Filosofia all'Università di Genova e in Psicologia negli Stati Uniti (California). Ha praticato analisi personale e formazione in psicoterapia presso l'Istituto di Psicosintesi di Firenze. È titolare dell'insegnamento di Fondamenti delle discipline psicologiche orientali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova, dove vive e lavora.
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Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

Messaggioda Bron ElGram » domenica 19 luglio 2015, 11:35


Capitolo secondo
Delle seghe mentali - Definizioni

Dicesi «sega mentale» il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà.
La realtà è il nostro corpo e l'ambiente fisico che ci circonda.
Se tu avessi il coraggio di accettare questa verità, il tuo compito di smettere di farti le seghe mentali e cominciare a goderti la vita sarebbe già per metà assolto.
Le persone normali (ad esempio io e un idraulico di Busalla che ho conosciuto l'altra domenica quando sono andato per funghi) sanno benissimo che le cose stanno così.
I nevrotici (isterici, nevrastenici, ansiosi, depressi, schizoidi, paranoidi, ecc), ossia tutti gli altri, sono irrecuperabilmente convinti che la realtà stia dentro la loro testa.
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Re: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vit

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 20 luglio 2015, 20:02


La sega mentale benefica

Non tutte le seghe mentali sono malefiche: vi sono anche seghe mentali benefiche.
La sega mentale che da piacere è benefica.
Un tipo particolare di sega mentale benefica è il pensiero creativo.
L'arte, la scienza, la filosofia sono tutte seghe mentali benefiche.
Il mondo reale non ti piace? Te ne inventi uno nel quale ci stai da papa.
Certo, inutile negarcelo, sono tutte fughe dalla realtà. Ma sono bellissime. Ci fanno godere, ci fanno stare bene, ci danno sollievo. E quindi sono, per noi, benefiche.
Attenzione, però. Le seghe mentali sono come i funghi: quelli velenosi uccidono; quelli non velenosi se ingeriti in grande quantità fanno venire mal di pancia.
Che dire di uno che si perde nella sua fantasia (sia essa bellissima arte, ingegnosa scienza o profonda filosofia) e si estrania dal mondo che lo circonda? Che differenza c'è con un drogato? Certo, è bellissimo. Ma poi non ti stupire se un bel giorno ti ritrovi separato, con i figli che devi andare con la loro fotografia in tasca per ricordarti come sono fatti, senza uno straccio di amico, con l'alito cattivo, una vita sessuale da fare schifo, e per giunta stitico.
Certo, qualcuno deve pur sacrificarsi, per mandare avanti il patrimonio conoscitivo dell'umanità, ma il risultato è socialmente disastroso.
Quindi attento: fai pure arte, scienza e filosofia, ma non perdere mai il contatto con la realtà. Tra l'altro pare che vengano meglio, in questo modo.
L'arte, la scienza e la filosofia sono un raro esempio di seghe mentali riuscite bene. Ma sono un'eccezione. Le altre sono una schifezza. Sono malefiche.
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Re: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vit

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 22 luglio 2015, 17:41


La sega mentale malefica

Banalmente, possiamo definire la sega mentale malefica in contrapposizione alla sega mentale benefica. La sega mentale che da sofferenza è malefica.
Ma quale è, in dettaglio, il processo che costituisce la sega mentale malefica?
Quando l'essere umano si è civilizzato, ha eliminato i pericoli fisici dell'ambiente ma ha creato dei nemici ben più pericolosi dentro il suo cervello.
Il suo Io si è esteso dal suo corpo (sua unica realtà) a una serie enorme di ruoli e immagini, cioè di simboli, non reali. Il nostro Io è diventato ipertrofico, enorme, come un rampicante che ha invaso tutto il mondo a noi circostante.
Più uno possiede cose e relazioni, più uno è ricco e potente, più il suo Io simbolico è esteso.
È evidente che più è esteso il nostro Io, più esso è vulnerabile: è più facile colpire un soldato quando ne abbiamo davanti un reggimento che quando ne abbiamo davanti uno solo.
Il risultato è che noi ci sentiamo continuamente aggrediti in qualche parte simbolica del nostro Io.
Le aggressioni reali, quelle fisiche, sono ormai relativamente rare.
Ma il nostro sistema d'allarme non distingue fra aggressioni fisiche reali e aggressioni simboliche pensate. Perché l'impulso alla sua attivazione proviene dal cervello, non dal mondo esterno.
E il nostro cervello decide invariabilmente che le aggressioni simboliche sono aggressioni, a tutti gli effetti. Per cui noi entriamo continuamente in tensione.
E la tensione è vissuta da noi come sofferenza.
Di conseguenza noi soffriamo continuamente e siamo infelici.
La sofferenza, disse il Buddha, sottende la nostra vita al punto da costituire la « condizione umana »: la sua causa è appunto la nostra identificazione con i simboli dell'Io.
Questo, è il meccanismo della sega mentale.
O più esattamente, della sega mentale malefica.
Che a questo punto siamo in grado di vedere dall'interno nella sua struttura e quindi di definire più compiutamente.
La sega mentale malefica consiste nell'identificazione dell'Io con un suo simbolo e nella creazione di sofferenza in seguito alla supposizione di minaccia a tale simbolo estesa all'intero Io.
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