Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

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Re: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vit

Messaggioda Bron ElGram » domenica 16 agosto 2015, 19:55


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Appendice

Del cosa può fare un povero nevrotico (meglio se ossessivo) per smettere di farsi le seghe mentali

Il mantra
Benvenuto, caro/a il/la mio/a nevrotico/a, a questa «Appendice» dedicata espressamente a te! Se hai il cervello completamente fuso dalle seghe mentali, questo è il tuo capitolo! Anzi, gli altri, adesso te lo posso dire, non ti servono assolutamente a niente.
Infatti, se sei invaso/a dalle seghe mentali, non hai praticamente la capacità di arrestare il tuo flusso mentale e quindi puoi tentare soltanto di dirigerne il getto verso una direzione non pericolosa. E come se avessi una pistola puntata alla tempia da parte di un terrorista deciso e fanatico: non lo puoi convincere su due piedi a non spararti, puoi soltanto abbassare la testa all'ultimo momento e fargli sparare contro il tuo vicino.
Se dunque sei un/a nevrotico/a, e in particolare un/a nevrotico/a ossessivo/a, puoi ricorrere inizialmente a una tecnica particolare: quella del mantra.
Il mantra è una parola qualsiasi, generalmente di due sillabe, che viene ripetuta il più a lungo possibile, verbalmente o mentalmente.
La tecnica mantrica è antichissima. La troviamo in tutti i riti religiosi, compresi quelli sciamanici. E presente anche nella tradizione cristiana: la preghiera ripetuta, come la recitazione del rosario e delle litanie, costituisce una tecnica mantrica.
Come agisce la tecnica mantrica nell'attenuazione dell'ossessione nevrotica?
Semplicemente distaccando l'energia ossessiva dall'oggetto che ne è la causa e riversandola su un oggetto neutro, fino a che, venutane meno la causa, l'energia ossessiva si esaurisce.
Se tu sei ossessionato/a da un pensiero che ti genera tensione, il tuo cervello si trova in uno stato di sovraeccitazione nevrotica, per cui tende a reiterare ossessivamente quel pensiero.
È una specie di spirale, perché ogni volta che tu percepisci quel pensiero, esso, generando tensione, aumenta la sua forza riproduttiva e quindi si ripresenta più forte di prima.
In questo modo l'ossessione aumenta sempre di più autoalimentandosi.
È uno dei più schifosi trabocchetti ideati dal Creatore, insieme con i buchi neri e il più mangi più ingrassi e più ingrassi più mangi.
Una specie di corto-circuito cerebrale, che può mandare in tilt l'automa umano.
Recitando il mantra, tu sposti la carica ossessiva su un oggetto neutro, che non ti genera alcuna tensione, e quindi le togli l'autorifornimento di energia.
Fermare il pensiero su un oggetto neutro è come incatenare la scimmia e impedirle di saltare di ramo in ramo.
Il processo di eliminazione dell'ossessione nevrotica può richiedere un certo tempo (da alcuni mesi ad alcuni anni, a una vita intera), a seconda dell'energia ossessiva accumulata, però in genere da buoni risultati e ha l'indubbio vantaggio della sua facilità di impiego: infatti per un nevrotico ossessivo usare una tecnica ossessiva è la cosa più facile e divertente di questo mondo.

Il mantra non significativo
Il mantra non significativo può essere una parola qualsiasi. « Coca Cola » va benissimo.
Chiunque affermi il contrario mente per interesse. Cosa devi fare allora, caro/a il/la mio/a bel/la nevrotico/a ossessivo/a?
Devi ripeterti come un/a deficiente «Coca Cola, Coca Cola, Coca Cola... ».
Facile, no?
Per quanto tempo?
Sempre.
Finché smetti di pensare alla tua ossessione e ti sei preso l'ossessione del mantra.
Mi dirai, ma che stronzata è questa? Lascio un'ossessione per prenderne un'altra?
Sissignore.
Lasci un'ossessione malefica per prenderne una innocua.
Dato che il tuo cervello nevrotizzato è sovraeccitato, ossia gestisce forzatamente un surplus di energia (che tra l'altro prende da altri distretti energetici dell'organismo, per cui spesso ti senti sfinito fìsicamente), non è in grado di passare istantaneamente da un regime di alto consumo energetico a uno basso, ossia normale, ma ha bisogno di un congruo lasso di tempo per diminuire gradualmente la sua attività: è quindi necessario il passaggio attraverso una forma di attività altrettanto intensa ma non autoalimentata, in modo che essa diminuisca spontaneamente e gradualmente.
Sembra una cretinata ma funziona.
Quando, dopo avere ripetuto all'esasperazione il mantra, che sarà diventato una specie di rifugio mentale nel quale avrai soggiornato abbastanza a lungo da esaurire la tua ossessione, questa non ti affliggerà più e potrai allora passare alle tecniche descritte nel Capitolo Sesto, le quali ti permetteranno di non farti più le seghe mentali.
Neppure quelle mantriche.

Il mantra significativo
Se sei affetto/a da una nevrosi depressiva, la tecnica mantrica non ti serve a un bel niente, per il semplice motivo che non hai addosso un'energia ossessiva da utilizzare per attuarla.
Tuttavia può in certi casi esserti utile una tecnica mantrica significativa, specialmente a motivo religioso, perché da buon/a depresso/a speri sempre che qualcuno possa aiutarti a uscire dal tuo stato (è tipico del depresso non far niente ma aspettarsi che gli altri facciano qualcosa per lui), e se questo qualcuno è il Creatore, be' allora è uno che ha tutte le carte in regola per farlo.
Il mantra significativo aggiunge alla potenza meccanica del mantra la potenza della suggestione.
Se invece di recitare «Coca Cola», tu reciti «Mio Dio», crei nel tuo inconscio la convinzione che il Creatore sia disponibile ad aiutarti nel tuo abnorme caso di infelicità.
Se ci credi, la cosa funziona.
Se non ci credi, naturalmente no.
In quest'ultimo caso, puoi usare il nome di una qualsiasi entità o ideale nel quale credi.
Ad esempio, «Armonia, Amore».
Anche il nome di una persona scomparsa o lontana alla quale sei particolarmente legato/a è capace di suscitare suggestioni molto potenti, e quindi adatto a essere assunto come mantra significativo.
Il mantra significativo è alla base di tutte le pratiche religiose, compreso il cristianesimo. La sua efficacia è fuori di dubbio. Il meccanismo è sempre lo stesso: concentrando il pensiero su un oggetto non disturbante, o addirittura gratificatorio (nel caso del mantra religioso esso è gratificatorio perché gli si conferisce un potere taumaturgico), gli si impedisce di imperversare su altri oggetti mentali fastidiosi o addirittura dolorosi.
Il mantra significativo ha l'indubbio vantaggio, rispetto al mantra non significativo, di poter essere usato anche nei casi di nevrosi diverse da quella ossessiva, come quella semplicemente ansiosa e soprattutto quella, come ho già detto, depressiva.
La ragione è che il mantra significativo non soltanto crea un corto circuito cerebrale, ma che tale corto circuito cerebrale ha una valenza evocativa, ossia istituisce collegamenti sinaptici con altri circuiti cerebrali privi di eccessi di tensione e quindi soggettivamente gratificanti.
Una volta abbassata la tensione generale, diventato una persona normalmente afflitta da seghe mentali senza particolari eccessi, ossia normalmente infelice, potrai passare a usare le tecniche di cui ho già parlato nel Capitolo Sesto, le quali vertono sulla consapevolezza, una funzione psichica, e quindi cerebrale, che può essere attivata soltanto in uno stato di non eccessiva tensione, e che quindi costituiscono una pratica più preventiva che terapeutica.

NOTE
3 La ripetizione verbale del mantra ad alta voce rende più facile la concentrazione ma presenta l'inconveniente di interferire con la spirazione, in quanto è impossibile pronunciare in modo chiaro qualsiasi parola durante l'inspirazione. Si ovvia all'inconveniente usando un'inspirazione brevissima, che va però ad alterare l'equilibrio ritmico della respirazione. Inoltre presenta l'inconveniente di dover essere praticata in luoghi particolari, non frequentati o frequentati tanto da praticanti, e quindi di dover essere limitata a sedute specifiche che, se non si vuole incorrere nel rischio di vedersi trasportare d'emergenza al pronto soccorso neurologico. La ripetizione mentale mantra è più difficile da mantenere, ma evita i suddetti inconvenienti per cui presenta l'indubbio vantaggio di poter essere praticata ovunque e in qualunque condizione, anche durante la normale attività quotidiana. Di fatto, le varie tradizioni che si avvalgono della tecnica mantrica usano l'una o l'altra modalità oppure entrambe. Le tradizioni religiose, le quali adottano normalmente rituali collettivi, si avvalgono prevalentemente della ripetizione verbale. Le tradizioni laiche come ad esempio quella yogica, usano spesso la ripetizione. Comunque la ripetizione verbale tende a trasformarsi in ripetizione mentale.
4 Pensiero, nella cultura indiana, è chiamato proprio così: Cita, che comunemente vuol dire «scimmia». Te la ricordi Cita, la scimmia di Tarzan?
5 La pratica sistematica del mantra è al centro di due movimenti oggi diventati di grande rilievo in Occidente: la Soka Gakkai, fondata da Nìchiren Daishònin, un monaco buddhista giapponese del tredicesimo secolo, che fa uso del mantra «Nam myoho renge kyo» (vedi: felicità in questo mondo, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Firenze, 2001) e la «meditazione trascendentale» fondata da Maharishi Mahesh, che fa uso di mantra personalizzati (vedi: Jack Forem, Meditazione trascendentale, Ubaldini, Roma, 1976).
12 Per inciso, questo vale per qualsiasi terapia. Il che spiega il successo di maghi, streghe, negromanti, oroscopisti, cartomanti, e di tutte le terapie alternative. Ma anche, in molti casi, quello delle medicine e delle psicoterapie scientifiche che, bisogna ammetterlo, sono spesso meno convincenti di quelle inventate apposta per i citrulli.


FINE
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Re: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vit

Messaggioda Bron ElGram » domenica 16 agosto 2015, 21:25


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E per concludere questo viaggio nella psiche umana... condivido qui il link al testo rissuntivo di 20 pagine completo che ho realizzato e pubblicato man mano in questo mese, chi lo vuole... se lo scarichi o si salvi il link e se legga/rilegga con calma ;) :

https://docs.google.com/document/d/1AaEgII-BYJ7A4NqQE5FXZfGmBqIXiBOVt79gFmNBY1w/edit?usp=sharing
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