NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Il codice etico della Gilda, la storia, i simboli, l’almanacco, l’organizzazione interna, etc.

NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 19 marzo 2018, 18:27


Immagine

1. Si deve a Shelling la distinzione (resa popolare da Nietzsche) fra il tipo “apollineo”, caratterizzato da un pensiero logico, analitico e dalla capacità di valutare i fatti in modo spassionato, e quello “dionisiaco”, più incline all’intuizione, alla sintesi e alla passione. Questi tratti vengono a volte riferiti, in modo molto generico, a una maggiore attività, rispettivamente, dell’emisfero cerebrale sinistro e destro. Alcuni di noi, nel loro incessante peregrinare alla ricerca di connessioni tra le idee, combinano le due tendenze: sembrano piuttosto degli “odissei”. Talvolta si sentono isolati nelle istituzioni convenzionali, ma trovano un ambiente particolarmente congeniale all’ISF Institute Santa Fe.

2. L’ISF Institute Santa Fe si relaziona (anche) con l’Istituto per l’interscambio scientifico di Torino.

3. (riferito a Condor della California) Ogni uccello era un individuo facilmente identificabile, e l’individualità osservabile era una conseguenza diretta di accidenti storici. … Le fondamentali leggi quantomeccaniche della fisica danno realmente origine all’individualità. L’evoluzione fisica dell’universo, operando in conformità con esse, ha prodotto oggetti particolari disseminati nel cosmo, come il pianeta Terra. Poi, attraverso processi come l’evoluzione biologica, le medesime leggi hanno dato origine a oggetti particolari come lo yaguarundi e i condor, capaci di adattamento e di apprendimento, e infine a oggetti peculiari come gli esseri umani, capaci di creare lingue e civiltà e di scoprire quelle stesse leggi fisiche fondamentali.

4. Poesia dalla quale deriva titolo opera: <<Con il mondo dei quark tutto ha in comune/ il giaguaro furtivo nella notte>> Arthur Sze.

5. Gli animali di specie diverse non hanno l’abitudine di accoppiarsi, e, nei rari casi in cui lo fanno, gli ibridi sono per lo più sterili. In effetti una delle definizioni migliori di “specie” è he tra specie diverse non è possibile uno scambio efficace di geni per via ordinaria.

6. Eravamo desiderosi di capire e conoscere il mondo nella sua totalità, non frammentato in modo più o meno arbitrario. Non facevamo allora distinzione tra le scienze naturali, le scienze sociali e comportamentali, le discipline umanistiche e artistiche. Non ho mai creduto veramente nell’utilità di tali distinzioni. Ad affascinarmi è da sempre l’unità della cultura, di cui la scienza è parte importante. Neppure la distinzione tra natura e cultura, del resto è così netta: non dimentichiamoci che anche noi facciamo parte della natura. La specializzazione, che pure è necessaria per nostra civiltà, dev’essere bilanciata da una visione interdisciplinare.
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13577
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

  • Condividi su
  •   Aiuta ad aumentare la popolarità di BroomGulf condividendo la pagina!
    Condividi su Facebook

Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » martedì 20 marzo 2018, 21:02


Immagine

7. I sistemi complessi adattativi. I soggetti umani continuano a costruire schemi nella ricerca di una sequenza predittiva. Sempre. Se si presenta una sequenza priva di qualsiasi struttura effettiva, è probabile che continuino a costruire schemi, i quali però non permetteranno di fare buone predizioni, se non occasionalmente e in modo puramente fortuito. Anche se i risultati conseguiti nel mondo reale non forniscono alcun orientamento nella scelta di uno schema, gli umani trovano difficile accettare la conclusione “Questa sequenza non sembra presentare alcuna logica o regolarità”.

8. Quando elabori un progetto per una nuova iniziativa imprenditoriale, o perfezioni una ricetta, o impari una lingua, ti comporti come un sistema complesso adattativo. Se addestri un cane, hai modo di osservare un sistema complesso adattativo in azione, e anche tu operi come un tale sistema (qualora stia prevalendo questo secondo aspetto, può essere il cane ad addestrare te, come spesso avviene nel rapporto tra cane e padrone).

9. Mentre gli esseri umani acquisiscono conoscenze principalmente attraverso l’uso individuale o collettivo del cervello, gli altri animali hanno acquisito una frazione molto maggiore dell’informazione di cui hanno bisogno per sopravvivere grazie a un’eredità genetica diretta; tale informazione, evolutasi nel corso di milioni di anni, è alla base di quello che viene designato a volta col nome piuttosto vago di “istinto”. Es. farfalle monarca (migrazione).

10. Evoluzione biologica, sistema immunitario nei mammiferi. I sistemi complessi adattativi hanno tipicamente la tendenza a generarne di nuovi. Per esempio, l’evoluzione biologica può condurre a una soluzione “istintiva” di un problema, ma può anche dare a un organismo un’intelligenza sufficiente per imparare a risolvere altri problemi dello stesso tipo.

11. Interconnessione neuronale: un giorno –è da vedere se sarà un bene o un male- tali interconnessioni potrebbero essere realizzabili. Un essere umano potrebbe venire collegato direttamente (non attraverso il linguaggio parlato o una console d’interfaccia) a un computer avanzato, e attraverso tale computer a uno o più umani. Pensieri e sentimenti sarebbero totalmente condivisi, senza la selettività o gli inganni permessi dal linguaggio. ( Si attribuisce a Voltaire il detto “Gli uomini usano la parola solo per nascondere i loro pensieri”).

12. Sembra tipico dell’impatto della scoperta scientifica sul mondo letterario e sulla cultura popolare che certi vocaboli, interpretati in modo vago e scorretto, siano spesso gli unici superstiti del viaggio dalle pubblicazioni specializzate alle riviste e ai libri di divulgazione. Precisazioni e distinzioni essenziali, e a volte le idee stesse, tendono a perdersi per la via, come attesta l’uso popolare di espressioni come “ecologia” e “salto quantico”, per non parlare del “campo di energia”, una tipica espressione New Age. Ovviamente si può sostenere che parole come “caos” ed “energia” siano anteriori al loro uso come termini tecnici, ma nel processo divulgazione sono i significati tecnici a venire distorti, non il senso originario delle parole. Di fronte a quelli che sembrano essere meccanismi letterari sempre più efficienti per trasformare concetti utili in cliché rivi di significato, ci si dovrebbe sforzare di impedire che la stessa sorte colpisca le varie nozioni di complessità.
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13577
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 26 marzo 2018, 20:11


Immagine

13. Oggi la parola “algoritmo” designa una regola per calcolare qualcosa e, per estensione, un programma per calcolare qualcosa. Il contenuto dell’informazione algoritmica si riferisce, come vedremo, alla lunghezza di un programma per computer. In origine algoritmo significava qualcosa di diverso. Può dare l’impressione di derivare dal greco ma in realtà è una variante della grafia più corretta, oggi in disuso, “algorismo”, che riflette in modo più esatto l’etimologia del termine. Questo deriva dal soprannome del matematico arabo del secolo IX Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi. “Al-Khwarizmi” indica la provenienza dalla Corasmia, regione a sud del lago d’Aral che oggi fa parte della repubblica dell’Uzbekistan. Il suo libro “sul calcolo numerico indiano” noto nella traduzione latina come Liber Algorismi (Libro di Al-Khwarizmi), introdusse lo zero nella cultura occidentale. Col suo soprannome latinizzato algorismo, si indicò la nuova notazione che faceva uso delle cifre indiane, dette poi arabe. (L’autore ci ha dato anche un altro termine importante: “algebra” dal Liber algebrae et almucabolae, trattato che contiene la parola araba al-jabr, che significa “trasporto”).

14. Da giovane ero solito sfogliare enciclopedie (abitudine che conservo tuttora, suscitando divertimento nella mia famiglia). A un certo punto mi imbattei in una voce sulla malattia del bronzo, la quale cominciò a farmi pensare per la prima volta ad alcuni dei problemi centrali per questo libro.

15. C’è qualche indizio in biologia che si verifichino a molte mutazioni genetiche in risposta a bisogni, ma ammesso che il fenomeno sia reale, esso è relativamente insignificante rispetto alle mutazioni casuali).

16. La parola “cibernetica” fu introdotta da un matematico del M.I.T., il grande ma eccentrico Norbert Wiener, che da bambino era considerato un prodigio e che conservò sempre l’abitudine di atteggiarsi in modi bizzarri. Il termine deriva dal greco kibernetes, che significa timoniere. Ecco spiegata la “kappa” in Phi Beta Kappa, una delle più esclusive associazioni studentesche. Le tre lettere sono le iniziali delle parole philosophia biou kybernetes (filosofia timoniera della vita). Passato poi dal greco al latino (nella forma di gubernator), il vocabolo è entrato poi nelle lingue moderne col verbo “governare” e parole derivate. In effetti la cibernetica si riferisce sia alla direzione sia al comando, come ad esempio, nel controllo di un robot.

17. Robot mobile a 6 zampe, esapode.

18. Il processo di selezione delle teorie in base al loro accordo con l’osservazione (oltre che in base alla loro coerenza e generalità) non è tanto diverso dal meccanismo dell’evoluzione biologica, in cui vengono selezionati i programmi genetici che più facilmente conducono alla produzione di organismi capaci di lasciare progenie.

19. La teoria tende a emergere come professione quando una scienza perviene alla maturità e aumentano la profondità e l’efficienza die metodi teorici.

20. Max Plank: Una nuova verità scientifica non trionfa convincendo i suoi oppositori e facendo loro vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi oppositori alla fine muoiono, e cresce una nuova generazione che è abituata ad essa.
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13577
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » martedì 27 marzo 2018, 19:44


Immagine

21. In pratica l’attività scientifica non si conforma a un modello di lavoro ben definito. Idealmente gli scienziati eseguono esperimenti in una modalità esplorativa, oppure per sottoporre a controllo teorie scientifiche serie. Essi dovrebbero giudicare una teoria in base all’accuratezza, alla generalità e alla coerenza della descrizione che offre dei dati, e nel loro giudizio non dovrebbero manifestare tratti personali come egoismo, disonestà o pregiudizi. Ma gli scienziati, dopo tutto, sono esseri umani, e non sono immuni dall’egocentrismo, dall’interesse economico, dal conformismo, dalla tendenza a credere in ciò che si desidera e dalla pigrizia. Uno scienziato può cercare di appropriarsi di meriti altrui, può avviare consapevolmente progetti di dubbio valore in vista del proprio tornaconto o prendere per buona un’idea convenzionale, anziché cercare di sforzarsi di cercare una spiegazione migliore. Di tanto in tanto c’è addirittura chi “aggiusta” i risultati dell’esperimento in modo che concordino con le sue teorie, contravvenendo a una norma deontologica fondamentale.

22. Fenomeni semplici di elettricità statica; per esempio il fatto che l’ambra (in greo elektron), sfregata sul pelo di un gatto, ha la proprietà di attrarre frammenti di piume.

23. La magnetite (un ossido di ferro, così chiamato dall’antica città di Magnesia al Sipilo, nell’attuale Turchia, dov’è comune) può attrarre pezzi di ferro e anche magnetizzarli.

24. Il riconoscimento di regolarità è qualcosa di naturale per noi esseri umani: noi stessi, dopo tutto, siamo sistemi complessi adattativi. E’ nella nostra natura, per eredità biologica e anche per trasmissione culturale, riconoscere strutture, identificare regolarità, elaborare schemi nella nostra mente. Tuttavia questi schemi vengono non di rado promossi o retrocessi, accettati o respinti, in risposta a pressioni selettive ben diverse da quelle operanti nelle scienze, dove l’accordo con l’osservazione è decisivo. Approcci non scientifici alla costruzione di modelli del mondo che ci circonda hanno caratterizzato gran parte del pensiero umano da tempi immemorabili, e sono diffusi ancor oggi. Consideriamo ad esempio, la versione della magia simpatica fondata sull’idea che cose simili debbano avere una connessione tra loro. Così molte persone, in ogni parte del mondo, trovano naturale, quando si sente il bisogno della pioggia, eseguire una cerimonia nel corso della quale si versa sul terreno dell’acqua, trovata in qualche posto speciale. La magia simpatica può anche agire sulle persone: per esempio un guerriero può aumentare il suo valore mangiando il cuore di un leone. Ora queste pratiche possono conseguire un qualche successo obiettivo grazie all’effetto psicologico: se un uomo crede di aver mangiato qualcosa che accresce il suo coraggio, può trarne fiducia per agire coraggiosamente. Similmente un incantesimo malefico può avere successo se la vittima ci crede e sa che è stato praticato ai suoi danni. Il successo occasionale della magia simpatica in simili circostanze incoraggerà la convinzione che essa funzioni anche quando, come nella cerimonia di invocazione della pioggia, può consentire un successo obiettivo unicamente per caso.

25. Teoria “empirica” o “fenomenologica”, paroloni a effetto per dire in sostanza che non abbiamo una spiegazione per le regolarità che stiamo osservando.

26. L’equazione di Dirac, che descrive appunto le interazioni dell’elettrone col campo elettromagnetico, diede origine in pochi anni a una compiuta teoria quantomeccanica relativistica dell’elettrone e dell’elettromagnetismo. Questa teoria è l’elettrodinamica quantistica (QED, quantum electrodynamics, per curiosa coincidenza è anche l’abbreviazione di “quod erat demonstrandum”, come volevasi dimostrare).

27. La teoria delle superstringhe nacque da un’idea detta “principio del bootstrap”, dalla storiella di quel tale che non riusciva a sollevarsi da terra tirando i laccetti degli stivali.

28. Le leggi della fisica sono quantomeccaniche, e la meccanica quantistica non è deterministica. Essa consente solo previsioni di probabilità. Le leggi fondamentali della fisica consentono, in linea di principio, di calcolare le probabilità di storie alternative dell’universo che descrivono diversi possibili corsi di eventi, per una data condizione iniziale.

29. Niels Bohr: se qualcuno dice che riesce a riflettere sulla fisica quantistica senza avere il capogiro, ciò dimostra solo che non ne ha capito niente.
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13577
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 28 marzo 2018, 20:48


Immagine


30. Poiché la meccanica quantistica predice solo probabilità, in alcuni ambienti si è fatta la fama di permettere quasi tutto. … Quando consideriamo ciò che può davvero accadere con una probabilità significativa, troviamo che molti fenomeni che erano impossibili nella fisica classica rimangono tali anche nella meccanica quantistica. La comprensione generale di questo fatto è stata tuttavia ostacolata, negli ultimi anni, da una raffica di riferimenti svianti fatti da vari autori a un’elegante ricerca del defunto John Bell e ai risultati di un esperimento ad essa collegato. Alcune descrizioni dell’esperimento, in cui si hanno due fotoni in moto in direzioni opposte, hanno dato ai lettori la falsa impressione che misurando le proprietà di un fotone si influisca istantaneamente sull’altro. Di qui la conclusione che la meccanica quantistica permette comunicazioni a velocità superiori a quella della luce, cosa che renderebbe rispettabili fenomeni “paranormali” come la precognizione, in cui risultati di processi casuali sarebbero noti in anticipo a persone dotate di speciali poteri.

… Non occorre dire che tali fenomeni sconvolgerebbero la meccanica quantistica non meno della fisica classica; se fossero autentici, richiederebbero una completa riformulazione delle leggi della natura.

31. Ricercatori seri hanno cominciato a riflettere sulla possibilità di applicazioni utili dell’effetto EPRB. Invece di indulgere alla solite idee folli, hanno escogitato applicazioni potenziali affascinanti. Per esempio, Bennet, Brassard e Ekert hanno lavorato su una forma di crittografia quantistica in cui l’effetto EPRB è usato per produrre una stringa di bit, generati in modo casuale, nota a due persone e a nessun altro. Tale stringa può allora essere usata come base per un codice indecifrabile nella trasmissione di messaggi segreti.

32. Nel 1963, quando chiamai “quark” queste particelle, mi venne in mente il suono di una parola che avrebbe potuto essere quo:k. Poi, in una delle mie occasionali letture di Finnegans Wake di James Joyce, mi imbattei nella parola “quark” nella frase: “Three quarks for Muster Mark”. Poiché “quark” (che significa anche grido di gabbiano) doveva chiaramente far rima con “Mark”, oltre che con “bark” e altre parole simili, dovevo trovare una scusa per pronunciarlo quo:k. Il libro descrive il sogno del proprietario di un pub, il signor Humprey Chipden Earwicker, e in esso ricorrono di tanto in tanto, espressioni collegabili a ordinazioni di bevande al bar. Ragionai perciò che una delle molte fonti del grido “Three quarks for Muster Mark” (tre quarti per il signor Mark), dove la pronuncia quot:ts poteva giustificare la pronuncia quo:k di quark. In ogni caso il numero tre si conciliava perfettamente col modo in cui i quark si presentano in natura.
Avatar utente
Bron ElGram
Site Admin
Site Admin
 
Posts: 13577
Iscritto il: giovedì 3 gennaio 2013, 15:50

Prossimo

Torna a 2. La Regola

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron