NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Il codice etico della Gilda, la storia, i simboli, l’almanacco, l’organizzazione interna, etc.

Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » martedì 3 aprile 2018, 18:38


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33. Universi multipli. Poiché “uni” significa uno, l’idea di universi multipli suona come una contraddizione in termini, e forse sarebbe necessario introdurre un nuovo vocabolo come “multiverso”.

34. Fra le frecce che segnano la distinzione fra distinzione fra tempo in avanti e all’indietro, una delle più famose è la tendenza della quantità chiamata “entropia” ad aumentare (o almeno a non diminuire) in un sistema chiuso, fornendo la legge nota come secondo principio della termodinamica.

35. Secondo una vecchia battuta dei fisici, il primo principio della termodinamica dice che non puoi vincere, mentre il secondo che non puoi nemmeno pareggiare. Entrambi i principi sono frustranti per chiunque voglia inventare una macchina del moto perpetuo.

36. Entropia e informazione sono intimamente correlate, e in effetti, l’entropia può essere considerata una misura di ignoranza.

37.Tutti i tipi di sistemi complessi adattativi, compresa l’evoluzione biologica, operano in accordo col secondo principio della termodinamica. Di tanto in tanto qualche antievoluzionista ha sostenuto che l’evoluzione biologica contraddice il secondo principio, in quanto l’emergere di forme sempre più complesse rappresenterebbe un progressivo aumento dell’ordine. Ci sono però varie ragioni per ritenere sbagliato l’argomentazione… Nei sistemi non adattativi come le galassie emergono forme sempre più complesse, senza che ciò sia in conflitto con l’aumento di entropia… Il principio si applica solo a sistemi chiusi (ossia completamente autonomi). Un errore cruciale è quello di considerare solo gli organismi e non l’ambiente.
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Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 4 aprile 2018, 19:14


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38. Quasi certamente l’invenzione dello zero in India fu del tutto indipendente dalla sua scoperta in Centroamerica (dove lo zero fu usato nel periodo maya classico). Qualora invece la presenza dello zero e nel Vecchio e nel Nuovo Continente dovesse essere attribuita a contatti di qualche genere, sarebbe stranissima l’assenza quasi totale della ruota in America in epoca precolombiana, mentre essa era nota da moltissimo tempo nel Vecchio Mondo.

39. La dinamica dell’evoluzione biologica può essere complicata. Eppure non di rado essa è stata presentata in modo semplicistico. L’emergere di forme sempre più complesse è stato a volte interpretato come un progresso costante verso un qualche ideale di perfezione, spesso identificato con la specie Homo sapiens o addirittura con la razza o il sesso dell’autore. Per fortuna questo tipo di atteggiamento è in declino e oggi si può guardare all’evoluzione come a un processo piuttosto che considerarla in un’ottica teleologica, come un mezzo in vista di un fine.

40. L’evoluzione procede a piccoli passi, e a ogni passo la complessità può aumentare o diminuire, ma l’effetto sull’intero insieme delle specie esistenti è che al sua complessità massima tende a crescere col tempo. Un processo simile si verifica quando una società diventa più ricca: la singola famiglia può vedere il suo reddito crescere o diminuire o restare stabile, ma se l’insieme di tutti i redditi aumenta quelli più alti tendono a crescere.

41. Se si escludono spettacolari rinunce alla tecnologia (molto improbabili, in considerazione dell’enorme popolazione umana che siamo già impegnati a sostentare), o l’autodistruzione della maggior parte della nostra specie – seguita dal ritorno della parte restante alla barbarie – si ha l’impressione che il ruolo della normale evoluzione biologica nel futuro prevedibile sarà secondario, nel bene o nel male, rispetto a quello svolto dall’evoluzione culturale umana.

42. Importanza della riproduzione sessuale. In parole povere i nemici di una specie, e specialmente i parassiti, incontrerebbero maggiori difficoltà ad adattarsi ai multiformi caratteri di una popolazione che si riproduce sessualmente, che non alla relativa uniformità di una popolazione che pratica partenogenesi.

43. Perché una nuova idea possa diffondersi in una società è indubbiamente importante che essa sia condivisa dal maggior numero di persone. Nelle elezioni democratiche, in quanto confronto di idee, ciò che conta è l’opinione dei più. E dall’altra parte il fatto che una certa idea sia sostenuta da una larga maggioranza non implica automaticamente che essa sia giusta e neppure basta a garantirne la sopravvivenza a lungo termine.

44. Per restare in un contesto più simile a quello dell’evoluzione biologica, possiamo considerare la competizione tra società umane in passato. La fitness era misurata essenzialmente dalla grandezza di una popolazione. Guardando al futuro, possiamo domandarci se sia desiderabile che la densità di una popolazione o il numero totale di individui continuino a determinare, allo stesso modo che in passato, i vincenti e i perdenti.

45. Un sistema complesso adattativo, una volta stabilito, può occupare nicchie, e insieme crearne di nuove per occuparle successivamente, e così via, generando lungo il percorso nuovi sistemi complessi adattativi. Sempre impegnati a esplorare, a creare opportunità, a sperimentare novità, i sistemi complessi adattativi sperimentano l’efficacia degli aumenti di complessità e di tanto in tanto scoprono vie che conducono a strutture del tutto nuove, tra cui nuovi tipi di sistemi adattativi. Nei tempi lunghi, la probabilità di un’ulteriore evoluzione dell’intelligenza sembra alquanto elevata.

46. L’inganno degli uccelli. Munn potè accertare che le sentinelle trascorrevano il 15% del tempo a ingannare gli altri e spesso con successo. Controprova tattica aviazione canadese II WW: una volta su sette (cioè il 14,3%).

47. Il grande fisiologo e fisico del tardo Ottocento Hermann von Helmholtz aveva descritto le tre fasi della nascita di un’idea come “saturazione”, “incubazione” e “illuminazione”, in perfetto accordo con quanto emerse dalla discussione del nostro gruppo ad Aspen un secolo dopo. Nel 1908 in Science et méthode Henri Poincaré aggiunse una quarta fase, importante anche se piuttosto ovvia: la verifica.

48. La Royal Society di Londra, fondata nel 1661, scelse come proprio motto le parole Nullius in verba, che interpreto nel senso di “Non credere alla parole di nessuno”.

49. Considerando le forme tipiche del pensiero umano possiamo identificare, sia pure in modo non rigoroso, la superstizione con un tipo di errore e la negazione con l’errore opposto. La superstizione implica di norma la visione di un ordine inesistente, mentre la negazione equivale al rifiuto di prendere atto dell’esistenza di una regolarità, a volte anche di quelle più evidenti. Se guardiamo dentro di noi, riconosciamo che entrambi i tipi di errore sono associati alla paura.

50. All’origine della superstizione c’è il timore di eventi imprevedibili, e quel che è peggio incontrollabili. Tale imprevedibilità è in qualche misura riconducibile alle indeterminazioni di principio della meccanica quantistica, cui si aggiungono le limitazioni alla prevedibilità imposte dal caos. Ma la parte più cospicua dell’aumento della grana e del grado di imprevedibilità deriva dall’insufficienza dei nostri sensi e dei nostri strumenti: noi non siamo in grado di raccogliere solo una minima parte dell’informazione sull’universo teoricamente disponibile. Infine siamo svantaggiati dai limiti delle nostra comprensione e capacità di calcolo.
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Re: NOTE - Il quark e il giaguaro Gell-Mann

Messaggioda Bron ElGram » giovedì 5 aprile 2018, 20:46


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51. La conseguente incapacità di dare un senso alle cose è motivo di timore, cosicché tendiamo a imporre al mondo che ci circonda, e persino a fatti e fenomeni del tutto accidentali, un ordine artificiale fondato su falsi principi causali. In questo modo ci confortiamo con un’illusione di prevedibilità e addirittura di padronanza. Fantastichiamo di dominare il mondo che ci circonda appellandoci alle forze immaginarie che noi stessi ci siamo inventati.

52. Nel caso della negazione siamo invece in grado di identificare le vere regolarità, ma ne siamo atterriti al punto che ci rifiutiamo di riconoscerle. E’ chiaro che la regolarità più minacciosa nella nostra vita è la certezza della morte. Varie credenze, alcune profondamente radicate, hanno la funzione di alleviarne il timore ; quando, in una cultura, esse sono condivise da molti l’effetto consolatorio per l’individuo ne risulta moltiplicato.

53. La negazione di vere regolarità e l’imposizione di false regolarità sono dunque le due facce della stessa medaglia. Non solo l’uomo è esposto a entrambi gli errori, ma questi per lo più si presentano assieme e si sostengono reciprocamente. Indicativamente la superstizione sia più diffusa della negazione. Un sistema si è evoluto in gran parte per scoprire regolarità, cosicché una regolarità diventa in un certo senso la sua ricompensa, anche se non gli conferisce alcun particolare vantaggio nel mondo reale.

54. Oltre all’attenuazione della paura, varie pressioni selettive, specialmente a livello sociale, concorrono al riconoscimento di regolarità inesistenti. Credenze superstiziose possono servire a rinforzare il potere di sciamani e sacerdoti, e un sistema di credenze strutturato, con il suo contorno di miti, può indurre l’accettazione di determinate regole di comportamento e cementare i legami tra membri di una società.

55. Un’etichetta, per citare il personaggio dei fumetti B.C. è “qualcosa che si appiccica a un’altra persona per poterla odiare senza doverla conoscere”.

56. I sistemi di credenze non hanno solo conseguenze rovinose; anche i loro effetti positivi possono essere notevolissimi, come testimoniano le splendide creazioni artistiche – in musica, architettura, letteratura, scultura, pittura e danza – che sono state ispirate da particolari mitologie.

57. Possiamo quindi considerare mito e magia in almeno tre modi diversi e complementari: 1) come teorie suggestive ma non scientifiche, regolarità confortanti ma false imposte alla natura; 2) come schemi culturali che contribuiscono all’identità collettiva, nel bene o nel male; 3) come parte della grande ricerca di regolarità e associazioni creative, che include la produzione artistica e arricchisce la vita umana.

58. Viene naturale domandarsi se non si possano conseguire gli splendidi risultati resi possibili dalle credenze mitiche senza soggiacere alle illusioni e all’intolleranza che spesso si accompagnano ad esse. Verso la fine dell’Ottocento si discusse molto sul concetto di “equivalente” moralmente accettabile della guerra. In effetti la guerra, pur essendo estremamente crudele e distruttiva, ha anche aspetti positivi nell’ispirare lealtà verso i commilitoni, abnegazione, coraggio e anche eroismo, e costituisce inoltre una valvola di sfogo per il naturale amore per l’avventura. Perciò la specie umana è stimolata ad individuare attività che abbiano i caratteri positivi della guerra senza quelli negativi. A questo mirano ad esempio le varie associazioni che introducono i giovani delle città alle sfide dell’avventura nell’ambiente naturale. E’ sperabile che queste attività possano fornire surrogati non solo delle guerra, ma anche della delinquenza e del crimine.

59. Allo stesso modo ci si può chiedere, se non si possa trovare un equivalente accettabile dei miti. La soluzione potrebbe essere nella forza del rituale. Oppure nell’esperienza mistica. Purtroppo in molte parti del mondo la credenza letterale dei miti è in aumento, mentre i fondamentalismi acquistano forza e minacciano le società moderne con l’imposizione di arcaiche limitazioni al comportamento e alla libertà d’espressione. Per una discussione approfondita su questi argomenti John F. Schumaker “Wings of Illusion”.

60. New Age: niente più che un’accozzaglia di idee pseudoscientifiche e di moderne leggende (o anche vecchie superstizioni che si presentano con nomi nuovi come “channelling” invece di “spiritismo”). Purtroppo i mass media e la vulgata popolare tendono a prenderle sul serio, presentandole, non di rado, come verità indiscutibili, o come molto probabili. Per contrastare questo andazzo, è sorto un movimento, quello degli “scettici”, con aderenti un po’ in tutto il mondo. CSICOP (Committee for Scientifice Investigation of Claims of the Paranormal). Smascherando frodi si rende un servizio utile. In ogni caso, però, dovremmo riflettere sui bisogni emotive che portano a rivolgersi ai ciarlatani, e chiederci come sia possibile soddisfarli senza creare false illusioni.

61. Deriva dei continenti. Tumori dipesi da esposizione a campi elettromagnetici deboli. Fulmini globulari. Piogge di pesci. Telepatia tra persone che hanno profondi legami affettivi e/o di sangue.

62. DNA culturale. Meme.

63. La più semplice ragione dell’esistenza di schemi male adattativi è che essi ebbero in realtà valore adattativo in passato, in condizioni che oggi non esistono più. Noi uomini abbiamo una spiccata tendenza a restare ancorati a schemi abituali, al punto di distorcere la nuova informazione perché non sia in contrasto con essi.

64. Mutamenti troppo rapidi perché il processo evolutivo possa trovare risposte efficaci sono destinati a incidere profondamente sulla biosfera e sulla specie umana nel suo complesso. I nostri schemi genetici riflettono in gran parte il mondo di cinquantamila anni fa e non possono, attraverso il normale meccanismo evolutivo, cambiare radicalmente in pochi secoli (o decenni!). In modo analogo, altri organismi e intere comunità ecologiche non possono evolversi abbastanza rapidamente da far fronte ai mutamenti indotti dalla cultura umana.

65. Calcolo con reti neurali. Gli algoritmi genetici come sistema complesso adattativo.

66. Avvertiamo in noi la contraddizione tra un’aspirazione illuministica all’universalismo e l’esigenza di preservare la diversità delle culture. Una delle principali sfide che si pongono al genere umano è appunto quella di conciliare fattori universalizzanti come la scienza, la tecnologia, la razionalità e la libertà intellettuale con fattori particolarizzanti come tradizioni e credenze locali, oltre a semplici differenze connesse al temperamento, come pure al tipo di economia e alle caratteristiche geografiche.
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