Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Il codice etico della Gilda, la storia, i simboli, l’almanacco, l’organizzazione interna, etc.

Re: Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Messaggioda Bron ElGram » giovedì 7 settembre 2017, 16:42


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5. Comprendere la logica del sorgere-dipendente

Dipendente o indipendente: non c'è altra scelta.
Quando vedi che qualcosa non può essere indipendente, o funzionare per facoltà propria, non puoi fare altro che considerarlo dipendente, vuoto di esistere per facoltà propria.

Per esempio un tavolo: dipende dalle sue parti: la gambe, il piano, etc. Nulla dalle parti costituisce un tavolo. Il tavolo è qualcosa che sorge, o che esiste, dipendentemente. Dipende da certe cause, dipende dalle sue parti e dipende da pensiero. Si tratta dei tre modi del sorgere-dipendente.

Di questi il più importante è il pensiero che designa l'oggetto. Esistere in dipendenza dalla concettualità è il significato più sottile dei sorgere dipendente.

I fisici stanno scoprendo che i fenomeni non esistono oggettivamente in sé e per sé, ma esistono nel contesto del coinvolgimento con un osservatore.

L'"io" del Dalai Lama, per esempio, deve trovarsi dentro l'area in cui si trova il mio corpo, non sarebbe possibile trovarlo in nessun altro luogo. Ma se si indaga all'interno di quest'area non si riuscirà a trovare un "io" dotato di sostanza propria. Ciò nonostante il Dalai Lama è un uomo e può parlare, bere, mangiare e dormire. Ciò è prova sufficiente che lui esiste, sebbene non lo si possa trovare.
L'"io" in effetti non esiste, ma quando esiste, e tuttavia non può essere trovato, dovremo dire che sorge in dipendenza del pensiero. La questione non può essere posta in altro modo.

La vacuità però non significa il nulla.
L'attenzione è da porre sul fatto che sorgono dipendenti da cause e condizioni.
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Re: Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Messaggioda Bron ElGram » domenica 10 settembre 2017, 11:19


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6.Vedere l'interdipendenza dei fenomeni

Dal momento che i fenomeni sembrano, anche ai nostri sensi, esistere di per sé anche se non è così, accettiamo erroneamente l'idea che l'esistenza dei fenomeni si più sostanziale di quanto è in realtà. In questo modo siamo attirati verso le emozioni afflittive, che gettano il seme della nostra rovina.

Tutti i fenomeni sorgono e si fondano sulla base di altri fattori. In tale contesto di dipendenza l'aiuto e il danno sorgono, i fenomeni impermanenti possono funzionare (e non sono semplici effetti dell'immaginazione) e il karma (le azioni e i loro effetti) è plausibile.
Se si comprende ciò ci si libera dall'estremo nichilismo, fonte dell'erronea conclusione che, per il semplice fatto che non si riesce a trovare un fenomeno che esista indipendentemente, esso non esiste affatto.

I due estremi (idea esagerata che i fenomeni esistano e negazione della causa e dell'effetto) sono come baratri in cui la nostra mente può cadere creando prospettive dannose. Cadendo nel baratro dell'esagerazione, siamo spinti a soddisfare una concezione di noi stessi che eccede il modo in cui effettivamente siamo. Cadendo nel baratro della negazione, perdiamo di vista il valore dell'etica e siamo spinti a compiere azioni orribili.

Per riuscire a mantenere l'equilibrio tra sorgere-dipendente e vacuità, dobbiamo distinguere tra l'esistenza intrinseca e la semplice esistenza. E anche tra l'assenza di esistenza intrinseca e non esistenza assoluta.

Somiglianza con le illusioni e i sogni.

>>> MIE RIFLESSIONI:
E' interessante osservare come a 44 anni torno alle riflessioni che feci in seconda liceo quando inizia a studiare chimica inorganica e che poi ripresi con grande passione quando nelle sale cinematografiche proiettarono MATRIX.
I pensatori orientali proseguirono ad approfondire le riflessioni della scuola che in Grecia fu poi chiamata "atomistica" e compresero il vuoto della materia. Eccezionale!

Quanto è vuoto l'atomo
http://scienzapertutti.lnf.infn.it/comp ... 019:0433-2

Siamo fatti al 99,9% di vuoto
http://www.blogzero.it/2012/12/23/siamo ... PMAyb.dpbs


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Re: Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Messaggioda Bron ElGram » domenica 17 settembre 2017, 17:34


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7. Valutare il sorgere-dipendente e la vacuità

Riflettere sul fatto che un oggetto è sorgere-dipendente, che sorge dipendentemente da cause e condizioni, dalle sue parti e dal pensiero, è di grande aiuto per superare la sensazione che esso esista di per sè. Se, tuttavia, non riesci a cogliere esattamente di che cosa sono vuoti i fenomeni , alla fine di questa analisi avrai la sensazione che l'oggetto non esista affatto. Tale esperienza farà si che i fenomeni sembrino effimeri, come disegni privi di sostanza, simili al nulla.

L'errore deriva dalla mancata distinzione tra l'assenza di esistenza intrinseca e non esistenza. E' fondamentale capire che vacuità significa sorgere-dipendente e che sorgere-dipendente significa vacuità.

La vacuità non è vuoto assoluto che nega l'esistenza di tutti i fenomeni, ma è vacuità di esistenza intrinseca. Un tavolo è vuoto di esistenza intrinseca, non vuoto di essere un tavolo. Vacuità significa che l'oggetto deve esistere, ma che esiste in modo diverso da quello che ci immaginiamo.
Se un albero fosse realmente, fondamentalmente, com'è in estate, con foglie e frutti, le circostanze non potrebbero avere alcun effetto su di lui e fargli perdere tali elementi durante l'inverno. Se la sua bellezza fosse autofondante non potrebbe diventare bruttezza a causa delle circostanze.
Ciò che è falso può essere un'infinità di cose, mentre ciò che è vero dev'essere soltanto com'è. Il fatto che i fenomeni abbiano una natura di falsità è ciò che consente così tanti cambiamenti, quali il passaggio dal buono al cattivo e viceversa, lo sviluppo e il declino. Poichè le persone e le cose sono prive della verità dell'essere autofondanti, subiscono l'effetto l'effetto delle condizioni e sono capaci di trasformarsi.

La vacuità è molto importante perchè, se la comprendi appieno, potrai liberarti dal ciclo delle emozioni distruttive. La forma è vacuità, la vacuità è forma.

>>> RIFLESSIONE PERSONALE
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Re: Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Messaggioda Bron ElGram » domenica 8 ottobre 2017, 13:52


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Dalla parte III il testo diviene una sorta di manuale pratico per le meditazioni che ti permettono di comprendere quanto spiegato in teoria.

INDIRIZZARE LA FORZA DELLA CONCENTRAZIONE E DELL'INTUIZIONE
- Analizzare e rimanere focalizzato sono essenziali per vederti come sei realmente;
- Se è distratta la mente è pressochè impotente. La distrazione apre qui e là la via alle emozioni controproducenti, che portano a molti tipi di problemi;
- Le persone che hanno una mente debole e distratta diventano preda delle zanne dei difetti mentali;
- Sconfiggere la pigrizia, che si manifesta in molte forme, che si risolvono tutte nella procrastinazione;
- Altre volte la pigrizia si manifesta come distrazione che porta a pensare ad attività non virtuose, come bramosia, odio o vendetta.
- Altre volte si manifesta come sensazione di inadeguatezza, di inferiorità e scoraggiamento conseguente;
- Postura, respirazione, oggetto;
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Re: Riflessioni da: Dalai Lama "Conosci te stesso"

Messaggioda Bron ElGram » domenica 8 ottobre 2017, 14:04


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COME PORRE FINE ALL'AUTOINGANNO
- Meditare innanzitutto su di sé;
- Comprendere che non si esiste di per sé;
- Determinare le scelte riflessive;
- Analizzare l'unità;
- Analizzare la differenza;
- Giungere a una conclusione;
- Saggiare la propria comprensione (percezioni erronee, perseveranza);
- Estendere questa intuizione a ciò che si possiede;
- Equilibrare la calma e l'intuizione;
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