Quando Sandokan andava a passeggio in corso Casale Nel 1976

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Quando Sandokan andava a passeggio in corso Casale Nel 1976

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 14 febbraio 2018, 20:32


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Quando Sandokan andava a passeggio in corso Casale
Nel 1976 l’attore Kabir Bedi venne a Torino per visitare la casa di Emilio Salgari e fu festeggiato da centinaia di persone mentre camminava lungo il Po

Sandokan a passeggio in corso Casale: non è un miraggio, ma la scena a cui assistettero centinaia di torinesi nel febbraio del 1976. Il popolare attore indiano naturalizzato italiano, che allora aveva 30 anni, era reduce dallo straordinario successo televisivo di «Sandokan» appunto, trasmesso in sei episodi tra il 6 gennaio e l’8 febbraio del 1976. La serie era tratta dai romanzi del ciclo indo-malese di Emilio Salgari, e la sceneggiatura si ispirava in gran parte ai libri «Le tigri di Mompracem» e «I pirati della Malesia» dello scrittore torinese. Tra gli altri interpreti di uno degli sceneggiati televisivi più famosi della storia della tv italiana Carole André, Philippe Leroy e Adolfo Celi.




4 FEBBRAIO 1976

Il titolo della Stampa del 4 febbraio 1976: «Kabir Bedi a Torino tra una folla di ammiratori: Sandokan come un divo nella casa di Salgari». A seguire, l’articolo. «Il breve soggiorno di Kabir Bedi in città è stato un susseguirsi di fanatismi, di urla isteriche, di corse frenetiche, di grappoli di ragazzini, donne e uomini per una stretta di mano o una firma dell’attore indiano». Era stato necessario addirittura bloccare il traffico per permettere a Bedi di visitare la casa di Salgari in corso Casale 205, tappa principale della visita a Torino, da cui in una mattina di primavera del 1911 lo scrittore era uscito per darsi la morte in un bosco collinare non troppo distante.



IL SALUTO ALLA FOLLA

«Appena scende dall’auto, dalla folla si leva un urlo compatto, in un attimo è circondato da una marea di mani che stringono foglietti bianchi. Sandokan ringrazia la folla alla maniera indiana, con le mani giunte davanti al viso, poi paziente incomincia a scrivere». Mai, in nessun momento della giornata, avrà un gesto di insofferenza verso la gente. «Si sottoporrà docile e sorridente a tutte le esigenze del divismo, mostrando anzi rammarico quando gli organizzatori lo sottraggono alla gente».

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Di Salgari in corso Casale non è rimasta che una targa che ricorda la sua vita passata in povertà. Sempre La Stampa di quel giorno: «Kabir è impressionato dalle povere stanze di corso Casale; è immediato e stridente il paragone con la giungla malese, con i fantastici palazzi dei raja inglesi. “Ora che ho visto la sua casa e il suo rione, capisco meglio il suo bisogno di evasione”, dirà».



ALLA FIAT

La tappa successiva è una visita alla Fiat. «Nella palazzina centrale di Mirafiori le scene di isterismo si ripetono. Un funzionario ricorda un simile entusiasmo solo per Sophia Loren, quando il divismo era ancora un fenomeno comune». Bedi continua a sorridere, la folla non lo spaventa e avanza tranquillo lasciandosi sommergere. «Pochi minuti più tardi l’attore percorre i corridoi delle catene di montaggio in un pulmino chiuso. Nessuno sapeva della sua visita, ma gli operai lo riconoscono e gli rivolgono grandi cenni di saluto. Finalmente il pulmino si ferma, Sandokan scende e ancora una volta è sommerso da grida, sorrisi e foglietti».



LA TAPPA ALL’AUDITORIUM

L’ultimo impegno è l’Auditorium, dove 1500 bambini e mamme lo attendono. «Il mito della tigre della Malesia non risparmia nessuno. Nella saletta in cui viene ricevuto, in attesa di salire sul palco per salutare i bambini, nemmeno i funzionari della Rai, i fotografi che l’hanno seguito per tutta la giornata riescono a resistere alla tentazione di chiedere un autografo per i figli, per i nipoti. Nessuno può andare a casa senza portare un ricordo di Sandokan».

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NELLA BOTTEGA DEL FOTOGRAFO
Ma ritorniamo per un attimo in corso Casale. Il titolare del negozio di fotografia Riccardo Mosso, che al numero 128 lo gestisce dal 1960, aveva raccontato di quella visita inaspettata: «Ero il fotografo ufficiale della visita di Kabir Bedi alla casa di Salgari, e lo seguì nella sua passeggiata lungo il fiume alla ricerca di quelle atmosfere che avevano ispirato il popolare scrittore. Ricordo che dietro di lui si era formata una vera e propria processione composta soprattutto da ragazzini entusiasti. E alla fine ebbi la grande soddisfazione di trovarmelo anche qui, dentro il mio negozio. Tutti erano in visibilio e non credevano ai loro occhi: Sandokan nel negozio di Mosso, chi lo avrebbe mai detto?».

http://www.lastampa.it/2018/02/12/crona ... agina.html
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