Razza ed Etnia differenza

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Razza ed Etnia differenza

Messaggioda Bron ElGram » martedì 1 novembre 2016, 20:45


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Etnia, nazione e razza

Nell'uso comune i concetti di nazione ed etnia tendono ad essere associati così come il concetto di etnia viene spesso usato come termine politicamente corretto in luogo di razza[13]. Se il concetto di etnia è un insieme di persone che condividono in modo omogeneo la stessa cultura, lingua e tradizioni, nazione ha una caratterizzazione maggiormente politica. Per alcuni autori tuttavia l'elemento nazione può essere caratterizzante l'etnia: è etnia un gruppo accomunato da elementi culturali (lingua, tradizioni, storia, ecc...) o dalla medesima nazione di origine[15].

Un gruppo etnico, nella sua accezione comune, può quindi coincidere con una nazione (complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza[16]) anche se non vi sottende un'unità politica[16].

Quando vari gruppi etnici convivono in uno stesso Stato e le loro lingue, religioni, usi e costumi sono diversi si parla di stato multietnico. Alcuni esempi di stati multietnici sono la Svizzera e gli Stati Uniti.

I membri di un gruppo etnico si fanno spesso accomunare da una lunga storia o tradizione, tuttavia storici e antropologi hanno rilevato come molte pratiche culturali su cui si basano i gruppi etnici sono di invenzione relativamente recente.[17]

La differenza principale fra il concetto di etnia e quello di razza è che l'etnia si basa sulla storia comune di una determinata popolazione, resa più forte dall'avere una stessa religione, una stessa lingua e cultura, mentre le catalogazioni razziali sostengono di basarsi su comuni tratti fisici[15] e genetici. In realtà classificare la specie umana in razze è uno sforzo inutile: non vi è una distinzione genetica poiché tutti i geni sono presenti in quasi tutte le popolazioni, anche se in proporzioni diverse.

La grande variabilità genetica all'interno della popolazione di uno stesso stato testimonia la grande attività migratoria di individui e popolazioni nella storia umana. Non esistono, né ci furono mai confini genetici netti. Gli stereotipi più diffusi legati al colore della pelle o dei capelli, alla conformazione del viso riflettono differenze superficiali non confermate da analisi genetiche più appropriate, ma tali diversità sono molto recenti e dovute all'adattamento all'ambiente.[18][19] Nel 1950 l'UNESCO ha prodotto un documento ufficiale in materia, La Questione della Razza (The Race Question), sottoscritto da rinomati scienziati internazionali, in cui si afferma che: «Gruppi nazionali, religiosi, geografici e culturali, non coincidono necessariamente con gruppi razziali: e i tratti culturali di tali gruppi non hanno un dimostrabile collegamento genetico con tratti razziali. Poiché gravi errori di tale natura si compiono abitualmente quando si utilizza il termine 'razza' nel linguaggio comune, sarebbe preferibile espungere totalmente il termine 'razza' da discorsi che si riferiscono a razze umane, utilizzando invece il termine 'gruppi etnici'».[19]

https://it.wikipedia.org/wiki/Etnia

Utilizzi non scientifici in ambito scientifico

Il pur permanente utilizzo del termine razza è scientificamente non fondato anche in ambito zoologico, in particolare quando esso venga impropriamente applicato anche alla specie umana, in riferimento alle caratteristiche morfologiche ben definite presenti nelle varie etnie, sviluppate per adattamento ambientale e selezione. Tale classificazione, largamente basata sui tratti esteriori, trova riscontro a livello genetico se si frammenta la popolazione, formando però un'infinità di indefiniti raggruppamenti.

L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa. I genetisti Lynn Jorde e Henry Harpending dell'università dello Utah hanno suggerito che il fatto che la variazione interna alla specie del DNA umano sia piccolissima se comparata con altre specie sia spiegabile con l'ipotesi che, durante il tardo Pleistocene, la popolazione umana fosse ridotta a un piccolo numero di coppie genitoriali – non più di 10 000 e forse intorno a 1 000 – con la conseguenza di un pool genico residuo molto ristretto[34]. Sono state formulate varie spiegazioni per questo ipotetico collo di bottiglia, tra cui una delle più note al pubblico dei non addetti ai lavori è quella della teoria della catastrofe di Toba.

L'ipotesi è una delle possibili risposte alla constatata elevata omogeneità genetica della nostra specie, ma altre risposte potrebbero arrivare dai recenti progressi della paleoantropologia che sta attivamente indagando sulla variabilità, sulle migrazioni, sui reincroci e sulle relazioni dei raggruppamenti umani degli ultimi 50 000 anni, anche con il supporto di nuove tecniche di analisi strumentale dei reperti paleontologici.

In relazione alle specie naturali, in genere, il termine razza è quindi desueto, soprattutto quando la specie è diffusa nel territorio senza soluzione di continuità; in particolare, nella sua accezione scientifica e moderna, non è applicabile ad una specie geneticamente omogenea come quella umana, come esplicitato nella dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950).

Gli studi genetici hanno infatti dimostrato che, al di là della notevole omogeneità generale, la distribuzione clinale dei caratteri che diversificano i differenti individui nel pianeta fa conseguire l'assenza di veri e propri confini biologici; per questo motivo, il termine razza è praticamente scomparso dalla terminologia scientifica, sia in antropologia biologica che in genetica umana.

Quelle che in passato, sulla base del pensiero scientifico del XIX secolo erano comunemente definite "razze" – come la bianca, la nera o l'asiatica – sono oggi definite "tipi umani", "popolazioni" o "etnie", a seconda dell'ambito genetico, antropologico o sociologico nel quale esse vengono considerate.

In ambito forense il termine razza permane in ristampe e aggiornamenti basati su scritti di autori storici[35], come permane in altri ambiti non scientifici e in scritti basati su testi storici[36].

Nel passato[modifica | modifica wikitesto]
Le diverse teorie scientifiche e gli approcci ideologici elaborati nella storia, relativamente al concetto di razza applicato alla specie umana, hanno avuto importanti implicazioni culturali, politiche e sociali; in particolare, il concetto e la teoria di una divisione dell'umanità in razze definite si sono concretizzati in varie forme di razzismo.

Partendo e travisando presupposti scientifici, comunque poi rivelatisi errati per l'aspetto in questione, come quelli di Cesare Lombroso, e dalla trasposizione sul piano biologico di una delle maggiori conquiste della linguistica storica all'inizio XIX secolo: l'identificazione della famiglia linguistica indoeuropea, nella prima metà del XX secolo si formarono teorie pseudoscientifiche come l'antropologia razziale. Questi approcci produssero teorie razziali che portarono a considerare ed attuare soluzioni eugenetiche da parte di alcuni stati occidentali, tra cui il programma della Germania nazista di igiene razziale, dove l'eugenetica nazista, oltre a selezionare una inesistente razza ariana, mirava a migliorare la stessa con la soppressione degli individui indesiderati, utilizzando le tecniche di selezione mutuate dalla zootecnia[37]. Anche in Italia, patria del Lombroso, presero piede tali teorie, concretizzatisi poi nelle leggi razziali e manifestatamente propagandate come scientifiche dalla stampa dell'epoca (La difesa della razza).

Particolare rilievo storico e politico hanno avuto il sopracitato nazismo, parte dello schiavismo e l'apartheid, largamente basati sul porre la razza come criterio discriminante tra gli individui, correlato a presunte superiorità e differenze fisiche o intellettuali tra gli individui delle razze stesse.

Il razzismo ha spesso operato attribuendo alla razza caratteristiche che, invece, avevano una base culturale e sociologica. È comunque da notare che le politiche razziste, pragmaticamente, finiscono per contraddire sostanzialmente il proprio assunto: esercitandosi proprio nel mantenimento delle basi culturali e sociali della presunta differenza razziale. Un fenomeno simile ha caratterizzato, e ancora caratterizza in molte parti del mondo, la restrizione del ruolo sociale delle donne.

Termini tecnicamente appropriati[modifica | modifica wikitesto]
Razza viene più opportunamente sostituito, in senso proprio, da "tipi umani", "etnie" o "popolazioni". Nessuno di questi termini comprende, né ragionevolmente potrebbe, un'accezione associata, in passato o anche nel presente, a scopi discriminatori.

Potrebbe permanere un'ambiguità, legata al fatto che al termine razza, esteso al tipo umano, può corrispondere una categoria mentale; questa è caratterizzata principalmente su caratteri somatici evidenti come colore della pelle, che si pone come aspetto sensorialmente prevalente, aspetto e colore dei capelli, colore dell'iride[38].

Esistono peraltro gruppi umani più o meno omogenei per isolamento geografico, isolamento impossibilitato per la mobilità della specie umana a creare endemismi. Come noto la popolazione di una vallata montana isolata è (in genere) geneticamente più omogenea che una popolazione di un grande inurbamento sulle vie di comunicazione. Un generico europeo, al di là della localizzazione geografica esiste come concetto culturale, soggettivo in senso appunto culturale (europeo è una categoria non correlata a concetti genetici, ma ad altri). Questo come premessa per condurre un esempio che, al di fuori della genetica, correli categorie mentali (nell'immaginario collettivo esiste il concetto e l'archetipo di nero e europeo bianco, se non altro per l'abbondanza relativa di differenti, evidenti, tratti somatici nelle popolazioni), con reali dati genetici.

Una categorizzazione basata su un tratto diverso dal colore della pelle, regolato da pochi geni (Mc1r, SLC24A5, geni che operano secondo il meccanismo di dominanza incompleta) influenzati nella loro espressione dall'irraggiamento solare, che codificano per l'espressione di diverse e differentemente espresse melanine, porterebbe a differenti raggruppamenti[39].

La genetica delle popolazioni, una delle basi nello studio delle migrazioni dell'uomo, è in realtà una scienza molto più complessa e approfondisce concetti che trascendono la vecchia e superficiale accezione di razza. Differenze e caratteristiche esistono tra i tipi umani, ma in quanto in continuo contatto reciproco, possono sfumare e sfumano, senza soluzione di continuità dall'uno all'altro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Razza#Raz ... all.27Uomo
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