L’anno peggiore della storia dell’umanità? Il 536 d. C. Seco

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L’anno peggiore della storia dell’umanità? Il 536 d. C. Seco

Messaggioda Bron ElGram » mercoledì 21 novembre 2018, 20:29


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L’anno peggiore della storia dell’umanità? Il 536 d. C.
Secondo lo scienziato Michael McCormick dell’Università di Harvard, in quell’anno ci fu una catastrofica eruzione vulcanica che oscurò il Sole, e provocò carestia, siccità e molte morti. L’Europa uscì dalla crisi solo nel 640

Il 1349 della peste nera? Il 1918 con l’influenza spagnola che tra i 50 e 100 milioni di persone, per lo più giovani adulti? Gli anni atroci dell’Olocausto, tra il 1941 e il 1945? No. Gli storici pensano di aver identificato il vero annus horribilis, l’anno peggiore della storia: fu il 536 d.C. Una nebbia misteriosa di cenere e polveri immerse l’Europa, il Medio Oriente e parti dell’Asia nell’oscurità, giorno e notte, per 18 mesi. Il Sole fu oscurato e il clima sconvolto, si abbassarono drasticamente le temperature, rovinando i raccolti, causando carestie ed ebbe inizio una crisi economica lunga oltre un secolo.

Un’eclissi di sole perenne
«Fu uno dei periodi peggiori per l’umanità, se non il peggiore», sostiene il medievalista dell’università di Harvard, Michael McCormick sul sito della rivista Science. In quell’anno, il decimo dell’impero di Giustiniano, «il Sole sorgeva ma la sua luce non illuminava, come la Luna, per tutto l’anno. Sembrava come un’eclissi di Sole», racconta lo storico bizantino Procopio. Le temperature si abbassarono, dando il via alla decade più fredda degli ultimi 2300 anni. Ebbe inizio una grave carestia, dall’Europa fino alla Cina, dove nevicò abbondantemente coprendo i raccolti. La gente patì la fame. A peggiorare la situazione fu l’epidemia di peste bubbonica nel 541, la cosiddetta peste di Giustiniano, che sterminò tra un terzo e metà della popolazione dell’Impero romano d’Oriente, accelerandone la fine.

Lo studio
Fino ad oggi non si conoscevano le cause di questa misteriosa nube. L’enigma è stato risolto dal gruppo di McCormick, che in team con il glaciologo Paul Mayewski, sarebbe arrivato alla conclusione - pubblicata sulla rivista «Antiquity» - attraverso l’analisi dettagliata del ghiaccio e delle nevi del ghiacciaio Colle Gnifetti, che si trova tra Italia e Svizzera. Analizzando campioni di ghiaccio sui quali sono «scritte» le tracce atmosferiche di epoche precedenti alle nostre, il team avrebbe trovato le prove di una potentissima eruzione vulcanica avvenuta in Islanda, le cui ceneri si sparsero per tutto l’emisfero settentrionale all’inizio del 536. Seguirono altre due eruzioni, nel 540 e nel 547. Eventi da cataclisma che, uniti alla peste e alla stagnazione economica che derivò da questi eventi, precipitarono l’Europa in una crisi profonda, che durò fino al 640. Per i nati del 536 (e negli anni successivi) la mortalità fu elevatissima e l’aspettativa di vita si ridusse drasticamente. Da quel momento, tracce di piombo trovate nel ghiaccio, risultato del processo di estrazione dell’argento, mostrerebbero come l’attività mineraria per coniare monete fosse ripresa. E con essa l’economia.

https://www.corriere.it/scienze/18_nove ... 94d5.shtml
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