Perché con i bambini non si dovrebbe usare l’omeopatia

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Perché con i bambini non si dovrebbe usare l’omeopatia

Messaggioda Bron ElGram » domenica 10 aprile 2016, 9:51


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Perché con i bambini non si dovrebbe usare l’omeopatia
Ritardare una terapia farmacologica a causa del ricorso a rimedi omeopatici può essere molto rischioso. Soprattutto se ne restano vittime genitori e figli

C’è un bambino di quattro anni che arriva morto in un ospedale per le complicazioni di una influenza. C’è una bambina di tredici mesi che viene uccisa da gravissimi crisi epilettiche. C’è una ragazza di 16 anni cui devono rimuovere il colon. C’è una bambina di pochi mesi che soccombe a un’infezione. C’è una bambina in Nuova Zelanda che muore, a un anno, per una infezione all’orecchio che diventa meningite. Cosa unisce queste vittime? Si potevano salvare. Quasi tutte sarebbero guarite, o quantomeno sopravvissute, prendendo un antibiotico o un altro farmaco facilmente disponibile. Sono morte perché i loro genitori sono stati convinti che non era la cosa giusta da fare. Pensavano andassero altrettanto bene o meglio con l’omeopatia e altre medicine alternative. Si sbagliavano.

Quei genitori sono in ottima e vasta compagnia. Un rapporto commissionato dalla società Omeoimprese per la Giornata internazionale dell’omeopatia del 10 aprile dichiara che più del 25% dei genitori avrebbe usato almeno una volta rimedi omeopatici sui propri figli (si vedano i dati sull’uso dell’omeopatia in Italia). Numeri forse eccessivi, forse volti a rimettere sul piatto una pseudoscienza in declino commerciale. Ma anche percentuali più piccole non sono meno preoccupanti: in Usa circa un milione di bambini ha usato l’omeopatia nel 2012, per esempio, e l’11% dei minorenni statunitensi ha usato terapie alternative.

Certo, quasi sempre l’omeopatia viene usata per piccoli problemi, spesso in aggiunta e non in sostituzione di rimedi reali. Ma anche nei diversi casi di cui abbiamo raccontato in partenza si trattava di piccoli problemi: un’influenza, un’otite. Sono piccoli finché presi in tempo, sono piccoli proprio perché possiamo prenderli in tempo. Se non lo facciamo, rischiano di diventare grandi problemi. E sostituire l’omeopatia alla medicina equivale, purtroppo, a non farlo. Perché l’omeopatia non funziona.

Quei genitori non vanno condannati. Non fatelo, per favore: non con i commenti sui social network, non con i vostri amici, non dentro di voi. Quei genitori erano tutte persone in buona fede, spesso di discreta o buona cultura. Persone certe di fare quanto di meglio possibile per i loro figli, e che invece sono state colpite dalla peggiore tragedia che possa capitare a un essere umano. Quei genitori, come i loro figli, sono vittime. Vittime di un business, che fa girare miliardi di dollari. Vittime di propaganda dimostrata e condannata come fraudolenta. Vittime di leggi che lasciano arrivare l’omeopatia nelle farmacie senza dover dimostrare che funziona. Vittime di aziende che arrivano a minacciare chi racconta cosa dice la scienza, mentre (sia pure in modo comicamente goffo) tentano di arrivare direttamente i giovani. Vittime di Ceo che non si fanno scrupoli a voler mettere sul mercato trattamenti scientificamente non validi per patologie come cancro e Aids.

Vittime, eppure, anche di un fallimento della medicina ufficiale: non scientifico, ma culturale. La medicina ufficiale, troppo spesso incomprensibile, interfacciata a reti economiche e politiche non sempre limpide, deve riguadagnare la fiducia del pubblico. Non basta fare debunking. Ma non è solo sfiducia. È un fatto che le medicine alternative vengono percepite come più vicine ad alcune filosofie e concezioni della vita, a un desiderio diffuso di (diciamo così in mancanza di termini più adatti) armonia che l’approccio metallico della medicina tradizionale ignora completamente.

C’è un vuoto di attenzione verso l‘esperienza soggettiva della malattia e della salute. Esperienze intime, personali, dolorose, profonde. Malati siamo vulnerabili, e quando siamo vulnerabili è normale, perfino giusto, cercare un conforto emotivo oltre che scientifico. Questo conforto viene negato: in molti paesi i pazienti sono vivamente insoddisfatti del modo in cui sono trattati dai medici: vengono fatti aspettare e liquidati in fretta, non si sentono ascoltati, sentono di non avere voce in capitolo sui trattamenti. I praticanti delle medicine alternative, invece, possono dare al paziente la sensazione di essere ascoltato, di occuparsi della persona e non solo della malattia: una sensazione che è importante per il proprio benessere psicologico.

In questo bisogno si insinuano le false medicine. L’uso delle medicine alternative viene vista come una possibilità di scelta e quindi di libertà, di riappropriarsi del controllo sulla propria vita invece di essere nelle mani di medici a noi sconosciuti (quante volte abbiamo sentito parlare di libertà di cura in casi come Stamina?). Cosa c’è di più naturale di volere il controllo su sé stessi, sul proprio corpo o quello dei propri figli? Come ha detto una paziente che usava terapie alternative in aggiunta alla chemioterapia: “Vado al mio appuntamento e qualcuno mi inietta il farmaco, o dirige su di me un fascio di radiazioni. Anche se so che tutto lo staff si preoccupa per me, a volte esco sentendomi molto sola, e priva del controllo della mia situazione. Ma dopo un massaggio mi sento meno sola, più capace di gestire le mie cose.”

Dare la colpa all’ignoranza o alla stupidità è facile, ma è sbagliato. Informare è solo un pezzo di un puzzle complesso. Tutto il sistema della medicina deve riflettere: sia sul tollerare chi spaccia trattamenti non scientificamente validi, sia nell’ignorare i bisogni culturali e psicologici dei propri pazienti. Nel frattempo, voi adulti potete pensare quello che volete dell’omeopatia. Potete rifletterci su, potete pensare che la visione di questo articolo sia sbagliata, potete litigare sui social network, potete buttar via tutte le vostre medicine, potete affidarvi a chi vi fa sentire meglio. Ma se i vostri figli stanno male – male davvero – non affidatevi solo alle cure alternative. Ricordatevi di quei bimbi. Con tutti i suoi difetti, è la migliore opportunità che avrebbero avuto. Che ora non possono avere più.

http://www.wired.it/scienza/medicina/20 ... aign=daily
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