Un pulcino fossile spiega lo sviluppo dei primi uccelli

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Un pulcino fossile spiega lo sviluppo dei primi uccelli

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 12 marzo 2018, 20:23


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Un pulcino fossile spiega lo sviluppo dei primi uccelli

Un minuscolo fossile di Enantiornithes, uccelli preistorici risalenti al Mesozoico, contribuisce a spiegare le prime fasi dello sviluppo osseo di questi remoti antenati dei volatili moderni, rivelando tra l'altro che molte delle caratteristiche degli uccelli di oggi erano già presenti più di 100 milioni di anni fa(red)

È solo un minuscolo fossile risalente all'era mesozoica, tra 250 e 65 milioni di anni fa, quello descritto sulle pagine della rivista “Nature Communications” da un gruppo di paleontologi dell’Università di Manchester, capitanati da Fabien Knoll. Ma può dare un contributo decisivo a capire le caratteristiche anatomiche e di sviluppo dei primi uccelli. Il reperto è infatti stato catalogato come un esemplare di Enantiornithes, un gruppo di uccelli preistorici, e datato a 127 milioni di anni fa.

Un pulcino fossile spiega lo sviluppo dei primi uccelli
Ricostruzione artistica del possibile aspetto del pulcino di Enantiornithes (Credit: Raúl Martín)
La particolarità del fossile è che si tratta di un pulcino, non più grande di cinque centimetri, che da vivo probabilmente pesava circa 10 grammi. Il fatto che sia morto poco tempo dopo la nascita ha consentito ai ricercatori di analizzare la struttura e lo sviluppo osseo della specie, e di ricavare così preziose informazioni sulle sue caratteristiche anatomiche e le sue abitudini di vita. Può aiutare a capire, per esempio, se il pulcino potesse volare, oppure quanto fosse precoce.

“La diversificazione evolutiva degli uccelli ha prodotto una vasta gamma di strategie di sviluppo dei pulcini e importanti differenze nei loro tassi di crescita. Analizzando lo sviluppo osseo possiamo osservare una serie di tratti evolutivi", ha spiegato Knoll.

Cruciale, per esempio, è la scoperta che lo sterno del piccolo uccello era ancora in gran parte costituito da cartilagine, il che probabilmente gli avrebbe impedito di volare. Tuttavia, la mancanza di sviluppo osseo non significa necessariamente che il cucciolo fosse molto dipendente dai genitori, e cioè che la specie sia da classificare come nidicola. Nella classe degli uccelli, avvertono i ricercatori, si osserva un’ampia variabilità rispetto alla precocità dei cuccioli e alla necessità di cure
parentali dopo la schiusa delle uova.

"Questa nuova scoperta, insieme ad altre provenienti da tutto il mondo, ci permette di sbirciare nel mondo degli uccelli antichi vissuti durante l'era dei dinosauri", ha commentato Luis Chiappe, ricercatore del Museo di Storia Naturale di Los Angeles, coautore dello studio. "È sorprendente rendersi conto di quante delle caratteristiche che vediamo tra gli uccelli attuali siano già state sviluppate più di 100 milioni di anni fa".

All’avanguardia la metodica usata dagli autori, senza la quale probabilmente il risultato sarebbe stato fuori portata. Dato che il fossile è così piccolo, l’unico modo per osservare le microstrutture anatomiche del reperto prevedeva il ricorso alla radiazione di sincrotrone. Si tratta in pratica di raggi X molto energetici prodotti da un acceleratore di particelle circolare che possono essere concentrati su un’area molto piccola, come nel caso del reperto analizzato.

“Le nuove tecnologie offrono ai paleontologi capacità senza precedenti per indagare su fossili che sfidano le conoscenze comuni”, ha concluso Knoll. “Nel nostro studio abbiamo sfruttato il massimo delle strutture all'avanguardia in tutto il mondo, inclusi tre diversi sincrotroni in Francia, Regno Unito e Stati Uniti”.

http://www.lescienze.it/news/2018/03/08 ... i-3897219/
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