Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015)...

Occupazioni, professioni, impieghi, mestieri, diritto del lavoro, etc.

Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015)...

Messaggioda Bron ElGram » domenica 21 giugno 2015, 11:49


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Re: Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015

Messaggioda Bron ElGram » giovedì 25 giugno 2015, 8:59


Indagine sulle retribuzioni dei manager bancari e assicurativi in Italia nell’anno 2014

Uilca ha presentato alla stampa il risultato di una propria ricerca sulla retribuzione dei manager bancari e assicurativi in Italia.
Si tratta di una ricerca che ha interessato 11 banche e 5 assicurazioni.

Il curatore della ricerca Roberto Telatin dell’Ufficio Studi Uilca (per la parte assicurativa i dati sono stati elaborati da Marco Agujari) afferma che: “le retribuzioni dei manager rispetto all’anno passato sono rimaste sostanzialmente stabili. Quello che impressiona è ancora il rapporto tra la retribuzione di un dipendente bancario e il compenso del CEO che è pari a 53 volte mentre nel settore assicurativo questo rapporto sale addirittura a 81 volte. Emblematici sono i casi dei CEO di Generali e UnipolSai che percepiscono 148 e 106 volte lo stipendio di un dipendente assicurativo. Per quanto riguarda i compensi dei Presidenti delle 11 banche prese in esame, continua Telatin, percepiscono 18 volte lo stipendio medio di un lavoratore bancario, con l’esclusione del Presidente MPS, Alessandro Profumo, che ha rinunciato a gran parte dei compensi. Infine l’80% dello stipendio dei Ceo nelle banche è costituita da parte fissa mentre, solo il 20% è legato ai risultati. Nelle assicurazioni, invece, solo il 56% è legato al fisso e il 44 ai risultati”.

Secondo Masi, occorre arrivare ad una autoregolamentazione degli stipendi del top management legandoli ai risultati dell’Azienda ed a programmi pluriannuali.

In allegato lo studio



Scarica documento in allegato
http://www.assinews.it/articolo.aspx?art_id=30922
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Re: Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015

Messaggioda Bron ElGram » martedì 30 giugno 2015, 8:31


Fonsai, Paolo Ligresti si costituisce

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SANDRO DE RICCARDIS
MILANO. Dopo due anni di latitanza, svanito l’incubo del carcere, ieri pomeriggio Paolo Ligresti si è costituito al valico di frontiera di Chiasso, tra l’Italia e la Svizzera, dov’erano ad aspettarlo i militari del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza.
A carico del figlio di Salvatore Ligresti pendeva, dal luglio del 2013, un’ordinanza di custodia in carcere per aggiotaggio e falso in bilancio in uno dei filoni dell’inchiesta Fonsai, e da allora il rampollo dei Ligresti era riparato in Svizzera. Nei giorni scorsi però, tramite i suoi legali, Ligresti aveva dato la sua disponibilità a rientrare in Italia e dare il consenso all’estradizione, purchè la detenzione in carcere venisse convertita in arresti domiciliari. Una richiesta accolta dal gup di Milano Andrea Ghinetti.
«È tornato in Italia per presentarsi nel procedimento e difendersi » ha spiegato ieri il suo legale, l’avvocato Davide Sangiorgio. Valutata positivamente dal gup, la volontà dell’indagato di consegnarsi, una disponibilità che avrebbe fatto venir meno il pericolo di fuga.
Anche il rischio di reiterazione del reato, contestato nell’ordinanza del 2013, secondo il gup sarebbe ormai di molto attenuato, dato che Paolo Ligresti non ricopre ormai cariche societarie e visto il tempo passato dalla presunta commissione dei reati.
L’ordinanza che ha mutato la misura cautelare è stata trasmessa nei giorni scorsi dai giudici milanesi alle autorità svizzere, che finora avevano sempre negato l’ok all’estradizione (anche perché Paolo Ligresti è cittadino svizzero). Ora, come ha espresso il suo legale, potrà partecipare al processo e difendersi. Già nelle prossime settimane potrebbe essere interrogato dal gup, all’interno dell’udienza preliminare che si è aperta nei mesi scorsi.
Quella di ieri è solo l’ultima tappa di una vicenda giudiziaria partita ormai due anni fa, nel luglio 2013, quando Paolo, suo padre Salvatore, le sorelle Jonella e Giulia, sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare. Poi però per Paolo Ligresti, accusato di aggiotaggio e falso in bilancio aggravato, e per i consulenti di Fonsai, Pier Giorgio Bedogni e Fulvio Gismondi, il gup di Torino, nel marzo 2014, aveva disposto la trasmissione degli atti a Milano, accogliendo l’eccezione di incompetenza territoriale presentata dall’avvocato Sangiorgio.
Il nuovo filone, “Fonsai - bis”, è finito nelle mani del pm milanese Luigi Orsi che ha ottenuto il rinnovo della misura cautelare in carcere a carico di Paolo.
A Torino sono invece rimasti i filoni processuali che vedono imputati, tra gli altri, Salvatore Ligresti e la figlia Jonella, dopo che Giulia ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi. Nell’udienza preliminare che proseguirà domani, Unicredit, Consob e circa duemila ex azionisti sono stati ammessi come parti civili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caso FonSai, Paolo Ligresti si costituisce dopo due anni

Messaggioda Bron ElGram » martedì 30 giugno 2015, 8:36


Caso FonSai, Paolo Ligresti si costituisce dopo due anni

Centralità dicono dall’Ania, unicità dicono i sindacati: nessuno insomma metta in discussione il valore del contratto collettivo nazionale di lavoro delle assicurazioni. Del rinnovo, però, se ne riparlerà a settembre con l’auspicio di navigare in acque meno agitate di quelle di questa estate. Luigi Caso che coordina i lavori della delegazione Ania per il rinnovo del contratto ammette che «la trattativa è in una fase di avvio complesso e delicato. Attribuiamo al ccnl centralità nell’ambito delle relazioni industriali: è il punto di riferimento degli elementi normativi ed economici dei lavoratori del settore». Sull’altro versante Luca Esposito, segretario nazionale della Fisac Cgil, ribadisce che «l’unico contratto valido per il settore assicurativo è il contratto siglato da Ania e dai sindacati».
Nei fatti la trattativa tra Ania e i sindacati non decolla, le parti si guardano da posizioni molto distanti su un po’ tutte le questioni aperte e non ci sono le condizioni per avviare un dialogo produttivo. Intanto però si allunga l’elenco delle aziende che hanno invocato l’articolo 2 dello statuto secondo cui l’associazione si occupa del rinnovo del contratto «fuorché per quei soci che, entro dieci giorni dal ricevimento dell’avviso di inizio delle trattative loro notificato dall’Associazione, abbiano comunicato, a mezzo lettera raccomandata, di voler svolgere le trattative stesse in via autonoma e separata con l’assistenza dell’Associazione». Ania ha ufficialmente comunicato ai sindacati che ad Alleanza Assicurazioni, Assicuratrice Milanese, Europ Assistance, Filo Diretto, IMA, si aggiunge anche UnipolSai.
Le uscite dal tavolo per il rinnovo del contratto nazionale hanno, in termini di lavoratori, un certo peso: il contratto riguarderebbe circa 48mila lavoratori, ma la mancata partecipazione delle aziende dell’elenco consegnato da Ania ai sindacati farebbe sì che i lavoratori interessati diventino 15mila, circa un terzo, di meno. Una prospettiva che inquieta i sindacati. Peraltro, ricorda Esposito, «c’è un allegato dell’accordo del 29 dicembre con Unipolsai in cui l’azienda si impegna a garantire l’applicazione del contratto nazionale in essere e futuro. Per noi vale quello, punto».
Il rischio della “pluralità” contrattuale c’è e «il moltiplicarsi delle aziende che invocano l’articolo 2 dello statuto, per non applicare il contratto nazionale, risulta in totale contrasto con lo spirito della nostra piattaforma, l’unicità contrattuale della categoria come elemento fondamentale di tutela dei lavoratori del settore», osserva il segretario generale della Fna Dante Barban. Il disallineamento tra le aziende e i sindacati è evidente: «Mentre noi vogliamo il controllo di filiera e abbiamo chiesto all’Ania di intervenire sul contratto truffa, dobbiamo invece constatare che si allunga l’elenco delle aziende che invocano l’articolo 2», aggiunge Esposito. La lunga pausa estiva servirà alle diplomazie delle parti, sia di Ania che dei sindacati, per costruire il terreno per avviare un confronto più produttivo a partire da settembre. Però, avvertono in un comunicato, First, Fisac, Fna, Snfia e Uilca, se dopo la pausa estiva «non si registreranno concreti passi in avanti nel negoziato sarà necessario mettere in campo tutte le più opportune iniziative di lotta».
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Cristina Casadei

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UnipolSai, causa ai Ligresti per l’affare Gilli

Messaggioda Bron ElGram » venerdì 10 luglio 2015, 8:48


UnipolSai, causa ai Ligresti per l’affare Gilli

UnipolSai Assicurazioni fa causa a Gilli, la società controllata dalla Fingit dei Ligresti, specializzata in borsette d'alta moda e lanciata nel 2002 da Giulia Maria Ligresti. Motivo del contendere, secondo quanto risulta a Radiocor, e' il progetto di co-marketing Gilli/Fondiaria messo in piedi (per circa 1 milioni di euro in tre anni) quando la compagnia assicurativa era in mano alla famiglia Ligresti. Il procedimento civile vedrà la prima udienza il prossimo 6 ottobre a fronte di una provvisionale di UnipolSai di mezzo milione.

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