Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015)...

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Per quattro anni Unipol tra Milano e Torino: il processo «

Messaggioda Bron ElGram » giovedì 25 ottobre 2018, 18:44


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Per quattro anni Unipol
tra Milano e Torino:
il processo «pendolare»
La surreale spola della stessa inchiesta con i medesimi indagati
di Luigi Ferrarella


Il «Frecciarossa» dei treni è una gran cosa, assai meno il «Frecciarossa» dei processi: che ora – con la surreale spola avanti e indietro in 4 anni tra Milano e Torino (via Roma) della stessa inchiesta sui medesimi indagati per aggiotaggio nella fusione 2013 tra l’Unipol guidata da Carlo Cimbri e la Fonsai della famiglia Ligresti – segnala l’irrazionalità di meccanismi che non raddrizzino, all’inizio e una volta per tutte, i binari delle competenze territoriali.

Nel settembre 2014 la Procura Generale della Cassazione, che dirime i conflitti di competenza tra Procure nelle indagini, con il pg Aldo Policastro sposa la tesi che l’aggiotaggio si consumi nel luogo dove il soggetto autore della comunicazione manipolatrice del mercato la esterna, e ciò anche se la comunicazione avviene infragruppo (come in questo caso) in un comunicato preparato negli uffici societari tra Torino e Firenze ma comunicato al mercato con l’immissione a Milano nella piattaforma informatica «Nis»: e per questo toglie il fascicolo ai pm di Milano e ravvisa competenti i pm di Torino.

Che ora concludono l’indagine dopo 4 anni ma, alla questione riproposta per gli indagati di Unipol dal difensore Ermenegildo Costabile, vedono il pendolo della Procura Generale di Cassazione (qui il pg Pasquale Fimiani) tornare a fissarsi sul principio che l’aggiotaggio si consumi laddove la comunicazione venga diffusa al mercato divenendo accessibile a una cerchia indeterminata di soggetti, quindi a Milano nella piattaforma Nis. L’indagine è tolta a Torino e rimandata a Milano dallo stesso ufficio che a Milano l’aveva tolta nel 2014. Ma il «Frecciarossa» del processo, immobile allo stesso punto di binario, non contempla «rimborsi» per i 4 anni bruciati.

https://www.corriere.it/opinioni/18_ott ... 65ea.shtml
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Re: Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015

Messaggioda Bron ElGram » domenica 28 ottobre 2018, 10:30


Interessante scoprire un po' della "nostra" "nuova" storia:
Ivo Lotti, il partigiano che fondò l’Unipol
27 Ott 2018/Paolo Zaghini https://www.chiamamicitta.it/ivo-lotti- ... o-lunipol/
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UNIPOL: ANTITRUST REVOCA A MEDIOBANCA VINCOLI LEGATI A OPERA

Messaggioda Bron ElGram » sabato 17 novembre 2018, 19:07


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UNIPOL: ANTITRUST REVOCA A MEDIOBANCA VINCOLI LEGATI A OPERAZIONE FONSAI

bologna 13 nov 2018 L’Antitrust con una delibera ha deciso di revocare quasi tutte le misure previste nei confronti di Mediobanca al tempo della complessa operazione che ha portato Unipol ad acquisire la galassia assicurativa Fondiaria Sai. E’ quanto si legge nell’ultimo bollettino Antitrust. La decisione arriva dopo la richiesta di revoca presentata da Mediobanca all’Autorita’ Garante della Concorrenza lo scorso 23 maggio. Al centro ci sono le misure a suo carico disposte dall’Autorita’ con la delibera del 19 giugno 2012. Nell’ambito del salvataggio di FonSai, infatti, l’Antitrust aveva imposto diversi obblighi a Mediobanca chiamata, di fatto, a sciogliere legami di ogni tipo con la nuova galassia Unipol e ad astenersi dal stringerne di nuovi negli anni successivi. Tra i divieti anche quello di ‘non acquistare – sino a quando, oltre tale termine, permarra’ il controllo di fatto di Mediobanca su Generali – partecipazioni azionarie in Finsoe, Unipol Gruppo Finanziario o altre societa’ facenti parte del gruppo stesso’. Ma nel frattempo, scrive ora l’Antitrust, lo scenario e’ completamente cambiato ‘in maniera tale da rendere possibile la revoca delle misure’ come richiesto da Mediobanca. Le misure, si legge, ‘erano finalizzate a evitare l’alterazione degli equilibri concorrenziali nei mercati assicurativi interessati dall’operazione’. Il focus era sia sui legami esistenti tra Unipol pre merger e Mediobanca, sia tra Mediobanca e Generali. L’obiettivo, al tempo, era quello di evitare che ‘si attenuassero le dinamiche concorrenziali’ tra le societa’ del settore assicurativo (il riferimento era alla allora affermata sussistenza del controllo di fatto esclusivo di Mediobanca su Generali). Oggi, al contrario, ‘va considerato che le misure imposte dall’Autorita’ nei confronti di Ugf hanno avuto concreta attuazione’ e che ‘allo stato attuale appaiono essere venuti sostanzialmente meno i legami societari, personali e creditizi che, direttamente o per il tramite di Mediobanca, avrebbero potuto ingenerare il rischio che si instaurassero collegamenti di tipo stabile e quasi strutturale tra Ugf e Generali’. In virtu’ di queste considerazioni, la nuova situazione ‘consente di accogliere l’istanza di Mediobanca’.

http://www.viaemilianet.it/flash/unipol ... ne-fonsai/
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Re: Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 3 dicembre 2018, 20:38


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Tra «scatole» e immobili. L’eredità ligresti ferma al palo
3 dicembre 2018
Quel che resta di un impero. Il Tribunale di Milano «ha dichiarato giacente l’eredità del Signor Salvatore Ligresti deceduto a Segrate il 15 maggio 2018», a 86 anni. L’annuncio è comparso pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale. E fa un certo effetto ripensando a chi è stato Ligresti. È un’eredità giacente, e affidata a un curatore, perché nessuno la vuole. O meglio: nessuno degli eredi, per ora, l’ha accettata. Ma esiste un patrimonio? O crac e inchieste hanno prosciugato ogni bene e si rischia di dover solo pagare debiti? E che fine ha fatto la misteriosa holding svizzera che possedeva le case di famiglia e 32 appartamenti a San Siro?

Un benestante
Flashback. Milano, anno 1981 la polizia verbalizza le dichiarazione di un semi-sconosciuto «ingegnere progettista» che si definisce «benestante». Tre mafiosi siciliani gli hanno rapito la moglie. Salvatore Ligresti entra così, drammaticamente, a quasi 50 anni, nelle pagine di cronaca dei giornali (sarà poi pagato un riscatto e la moglie rilasciata). In realtà era un uomo d’affari, soprattutto immobiliari, già con ottime entrature politiche e con un notevole portafoglio. Da lì in poi per 30 anni sarà uno dei protagonisti della finanza milanese. Adesso che l’eredità di Salvatore Ligresti è «giacente», viene in mente quel trionfale 2003, apice della parabola.

Anni d’oro
L’ingegnere ha appena acquisito Fondiaria, la fonde con Sai e in Borsa si mormora addirittura di un suo interesse per la Toro (oggi parte del gruppo Generali). Ha oltre il 2% di Mps e di Generali dove prova, invano, a piazzare la figlia Jonella in cda. Dice che ha troppi impegni per entrare anche nel capitale della Lazio (orfana di Sergio Cragnotti, travolto dal crac Cirio) e di Capitalia, la ex Banca di Roma targata Cesare Geronzi. Poi prenderà quote sia dell’una che dell’altra entrando anche nel patto di sindacato. In quell’anno Gianpiero Fiorani chiama l’ennesimo aumento di capitale della Popolare Lodi: vi partecipano anche Ligresti, Mariella Burani, Calisto Tanzi …. Don Salvatore, come lo chiamava Enrico Cuccia, storico presidente di Mediobanca, è socio di Via Filodrammatici, compra il «solito 5%» anche in Rcs (l’editore del Corriere), possiede la Atahotels, coltiva con la Grassetto il vecchio amore delle costruzioni.
Ricco e potente.
La crisi esplode nel 2011, le inchieste giudiziarie travolgono «Mister 5%» e i tre figli; nel 2013 gli arresti, il carcere, i domiciliari, le condanne in primo grado (aggiotaggio e falso in bilancio). Le spregiudicate manovre in Borsa e la gestione pro-famiglia delle aziende quotate hanno un prezzo, già in buona parte pagato. Ma il conto finale ancora non si conosce. Resta la domanda: che cosa «giace» nell’eredità? La risposta potrebbe arrivare anche tra 10 anni ; questo infatti è il termine a disposizione degli eredi per decidere se accettarla o rifiutarla.

L’inventario
Nel frattempo per evitare che il patrimonio resti privo di tutela giuridica, Stefano Rosa, presidente della quarta sezione del tribunale di Milano, ha nominato curatore l’avvocato Valentina Roberto. Ha il compito di salvaguardare gli interessi dell’eredità, amministrarla, occupandosi di fare l’inventario, rispondere a eventuali istanze proposte contro di essa e alla fine devolverla allo Stato se non viene accettata. Ecco: l’inventario. È in corso e, come dice l’annuncio del 22 novembre, chi vantasse un credito nei confronti di Salvatore Ligresti ha tempo 30 giorni per presentarlo. Dopodiché si farà il saldo tra poste attive e poste passive. Non è un lavoro semplice considerati i numerosi fronti legali ancora aperti in famiglia. Sul versante poste attive c’è l’incognita di una holding svizzera coperta da fiduciarie e alla quale era ricondotto il patrimonio immobiliare personale dei Ligresti. L’incognita è legata al fatto che la schermatura fiduciaria impedisce di «vedere» se nel frattempo la proprietà è passata di mano.

La holding in Svizzera
Quel che resta dell’impero potrebbe dunque essere dentro la Defendant, controllata dalla Atlantide Consulting, entrambe di Lugano e gestite da un certo Mark Di Raimondo. Da esse dipende un gruppetto di immobiliari italiane tra cui la Pegasus. Quattro anni fa, era intestataria di 32 immobili nel quartiere residenziale milanese di San Siro con un valore di bilancio di circa 15 milioni (presumibilmente inferiore a quello di mercato). Tra quegli immobili ci sarebbero anche le lussuose abitazioni di famiglia. Oggi l’attivo è sempre intorno ai 15 milioni e a gestire la società è sempre Stefano Conticello, un professionista di fiducia dei Ligresti. Il 4 maggio, 11 giorni prima della morte di Ligresti all’ospedale San Raffaele, è stato approvato il bilancio 2017. Ha votato solo il rappresentante di un’unica azione, del valore di un euro: quella dell’ingegnere di Paternò. La svizzera Defendant (4,8 milioni di azioni) non si era presentata. Del piccolo e sconosciuto arcipelago che fa capo alla Defendant fanno parte anche alcune società romane tra cui la «Metodo Innovativo in Edilizia» che lo scorso anno ha venduto un immobile a Milano, in bilancio a 3 milioni. La sua controllante, «Metodo Innovativo Immobiliare», ha asset per 8 milioni e all’assemblea, sempre il 4 maggio, si è presentata solo la fiduciaria Fidirevisa con una azione e ha approvato il bilancio. Schema identico al precedente dove era Salvatore Ligresti direttamente a farsi rappresentare; e sempre Conticello a gestire. Qui dunque ci sarebbe quel che resta del patrimonio di Ligresti. Ma solo qui? L’inventario è appena iniziato.

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Re: Dai giornali su UnipolSai Assicurazioni (dal giugno 2015

Messaggioda Bron ElGram » venerdì 7 dicembre 2018, 20:10


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Respinti i ricorsi di Jonella ligresti e UnipolSai
7 dicembre 2018
La Cassazione ha respinto i ricorsi di Jonella Ligresti e UnipolSai contro le sanzioni per manipolazione del mercato irrogate dalla Consob nel marzo 2014 e confermate dalle Corti di Appello di Milano e Bologna. Confermata la sanzione di 250 mila euro (e l’interdizione di sei mesi) comminata a Jonella in quanto presidente e ad di Fondiaria Sai, quotata in borsa, all’epoca della diffusione di false informazioni in ordine alla rappresentazione della riserva sinistri Re Auto nel bilancio consolidato 2010.


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