L’uomo che sussurrava a camosci e stambecchi del Gran Paradi

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L’uomo che sussurrava a camosci e stambecchi del Gran Paradi

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 7 maggio 2018, 18:17


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L’uomo che sussurrava a camosci e stambecchi del Gran Paradiso

Quella strana coppia si era incontrata per la prima volta davanti alla caserma degli alpini Testafochi di Aosta. Erano gli Anni 50 e Renzo Videsott, neo direttore del Parco Gran Paradiso, stava cercando un veterinario per i suoi stambecchi e camosci usciti anche loro decimati durante il periodo bellico. È lì che Videsott conobbe per la prima volta Vittorio Peracino, effettivo al 4° Alpini e soprattutto veterinario.




Quella strana coppia era destinata a diventare uno dei team più celebri delle aree protette italiane, legando il proprio nome non soltanto al ripopolamento dello stambecco nel territorio del Parco, ma alla sua reintroduzione su tutto l’arco alpino. Ricorda Bruno Bassano, allievo di Peracino e suo successore al servizio veterinario del Gran Paradiso: «Peracino era un decisionista e forse in questo assomigliava a Videsott. Ma soprattutto era un nemico della burocrazia».

A Vittorio Peracino - comparso sabato scorso a 79 anni mentre pagaiava sulle acque della Dora nella zona di Vische - nei primi anni al Parco, toccò anche l’incarico di ispettore del servizio di sorveglianza, il capo di quel piccolo esercito dei guardaparco. «Era un ruolo che gli stava stretto e che lasciò quasi subito» ricordano i vecchi colleghi al Parco.




Peracino torna a ricoprire a tempo pieno il ruolo di veterinario e inizia a sperimentare la tele-sedazione, una tecnica mai sperimentata prima di allora sugli ungulati del Parco: «Vittorio iniziò a pianificare la distribuzione dello stambecco di qua e al di là delle Alpi, a cominciare dalla Slovenia per arrivare alle valli lombarde», aggiunge Bassano.



Decine e decine di stambecchi del Gran Paradiso hanno ricostituito colonie in zone alpine distanti a volte centinaia di chilometri da quel Gran Paradiso di cui è diventato il simbolo: «Peracino sembrava conoscerli uno ad uno i nostri stambecchi - ricordano alcuni guardaparco - li seguiva per giornate intere nei luoghi più impervi. Aveva una resistenza nella marcia in quota che gli derivava forse dalla sua formazione di alpino».



Bruno Bassano è stato tra i primi ad accorrere l’altra sera a Vische assieme al figlio Alberto, appena il suo corpo era stato recuperato nelle acque della Dora: «Dovevamo vederci martedì per una cena con dei colleghi andati in pensione. Vittorio voleva sapere tutto del suo Parco e soprattutto del suoi stambecchi».

http://www.lastampa.it/2018/05/07/crona ... agina.html
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