Il “vecchio e il mare”: a 75 anni sfida l’Atlantico (e i suo

Il “vecchio e il mare”: a 75 anni sfida l’Atlantico (e i suo

Messaggioda Bron ElGram » sabato 1 novembre 2014, 20:48


Il “vecchio e il mare”: a 75 anni sfida l’Atlantico (e i suo colleghi più giovani) in regata
La leggenda della vela Sir Robin Knox-Johnston, il primo uomo ad aver circumnavigato il globo, in gara domani tra i 91 skipper della Route du Rhum, tra cui tre italiani. “Mi sento in forma e molto forte. Nella mia testa penso di avere 45 anni”

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FABIO POZZO
Barba e capelli canuti, il volto solcato dalle rughe scavate dal vento e dalla salsedine, ma finalmente sereno dopo tante tempeste, il fisico roccioso come un tempo. Non gli manca nulla per il ruolo di leggenda vivente della vela, quale è. Si chiama Sir Robin Knox-Johnston, è baronetto di Sua Maestà per meriti sportivi, e torna a sfidare l’Oceano a 75 anni. Sì, avete letto bene, 75 anni. Classe 1939, ne aveva 30 quando circumnavigò il globo - primo nella storia - in una regata in solitaria.

Inglese, vedovo, una figlia e cinque nipotini, ex ufficiale della Marina mercantile e riservista della Royal Navy, esploratore e navigatore. Nel 1969, nello stesso anno in cui Neil Amstrong e Edwin Eugene «Buzz» Aldrin trascorsero 21 ore sulla Luna, fu l’unico a portare a termine - partendo da Falmouth e facendovi ritorno dopo 313 giorni di navigazione - il Golden Globe, la prima regata in solitario no stop intorno al mondo. La stessa in cui Bernard Moitessier, altro mito, volse la prua verso le isole del Pacifico, scegliendo la rotta dell’esilio volontario. Oggi, mentre Armstrong e Aldrin si godono le famiglie, Sir Robin ci riprova.

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LA REGATA
Si rimette in gioco nella Route du Rhum, una classica delle regate atlantiche, che salpa domani da Saint-Malo, il porto dei pirati nel nord della Francia, per Pointe-au-Prince, Guadalupe. Una corsa sulle onde di 3542 miglia che si tiene ogni 4 anni, dal 1978 e che si potrebbe sintetizzare con “un uomo, una barca, l’Oceano”. Si corre, infatti, in solitaria e con diverse tipologie d’imbarcazioni, dai monoscafi ai multiscafi, dalle piccole di almeno 39 piedi ai giganti del mare . Quest’edizione, la decima, vede cinque classi in gara (Rhum, Class 40, Imoca, Multi50 e Ultime, quest’ultimi i catamarani e trimarani più lunghi di 60 piedi) e un totale di 91 barche e dunque skipper. Tra i quali anche tre italiani: Andrea Mura (Vento di Sardegna, Multi 50; Giancarlo Pedote, Fantastica, Class 40; Alessandro Di Benedetto, Team Plastique-Afm Telethon, Imoca 60).

IL VECCHIO E IL MARE
Sir Robin non è nuovo a questi rientri. Nel 2006, a 67 anni, aveva ripreso il mare per la Velux 5 Ocean, il giro del globo a tappe in solitario, che lui stesso aveva organizzato. Gara massacrante: 30 mila miglia marine (55 mila chilometri), tre lunghe corse sui mari, da Bilbao a Fremantle, in Australia; la seconda con traguardo a Norfolk, sulla costa orientale degli Stati Uniti, via capo Horn; la terza, tappa finale a Bilbao. Il «vecchio» si era affidato ad una vela cara agli italiani, l’ex Fila, lo scafo (un guscio in carbonio di 18 metri e mezzo di lunghezza, sei di larghezza, un albero di 23 e una superficie velica ampia come un campo da tennis) con cui Giovanni Soldini vinse nel 1999 lo stesso giro del mondo.

Se l’era dovuta vedere con skipper ben più giovani e più allenati di lui. Ma Sir Robin scelse come colonna sonora della sua avventura «Don’t stop me now» dei Queen, gruppo di cui è un fan sfegatato (Roger Taylor, il batterista, aveva fatto sapere di aver gradito la scelta), giusto per far capire di che pasta era fatto. Ancora. Era arrivato quarto.

Domani salpa su Grey Power, che non è altro che ancora una volta l’ex Fila. Un monoscafo di 18,24 metri costruito dal Gruppo Finot nel 1997, all’epoca barca all’avanguardia e oggi ormai superato. Ma ancora una delle più veloci della categoria Rhum della regata. Se la deve vedere, questa volta, con altri 19 skipper, tra i quali bei nomi della vela come Bob Escoffier e il nostro Andrea Mura.

NON MI SENTO 75 ANNI
La leggenda dice di non sentirsi i suoi anni. “Nella mia testa ne ho 45”, dice. “Sono in forma, mi sento molto forte, non vedo l’ora di uscire in mare”.
Per lui, la Route du Rhum è un ritorno nel vero senso della parola, perchè l’ha già fatta quando aveva 32 anni. “Questa è una regata molto competitiva, con un’atmosfera fantastica. Le regate in equipaggio sono belle, ma a me piace ogni tanto correre anche in solitaria, andare in vela per conto mio”.

La barca e la strategia di regata? “Mi sono allenato e preparato molto, ho fatto anche la Round the Island Race. La barca è a posto, giusto le ultime cose. Quanto alla strategia, mi terrò con la prua sulla punta della Bretagna facendo molta attenzione al traffico marittimo che c’è in questa zona e poi proverò ad attaccare un po’”.

Sir Robin non sembra avere timore del confronto con i velisti più giovani. “’Ho un bel po’ di esperienza. Penso che questo ti possa aiutare un po’, perché lo hai fatto prima e sai dunque cosa aspettarti”. Lui, di esperienza ne ha davvero da vendere. Ha fatto quattro giri del mondo, è stato il secondo a vincere il Jules Verne Trophy (il giro del globo più veloce) insieme con Sir Peter Blake con il catamarano Enza, ha al suo attivo tante altre regate e successi, è stato nominato - unico nella storia - tre volte “Velista dell’anno”.

Certo, la sua leggenda comincia da lontano, dal Golden Globe - la prima regata intorno al mondo della storia - del 1968/69. “La vela è cambiata da allora. Non c’erano i satelliti a quell’epoca: oggi posso scaricare le carte del meteo sul mio computer di bordo e sapere che mi aspetta, so dove mi trovo con un minimo scarto e se le cose vanno male premo un pulsante e do l’allarme, potendo oltretutto chiamare aiuto col telefono. Tutto ciò rende una regata molto più sicura di quelle di 45 anni fa”.
Don’t stop me now.

http://www.lastampa.it/2014/11/01/socie ... agina.html
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Bron ElGram
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